Marquez acciaccato mostra i canini. Il Balaton non mancherà a nessuno
(Paolo Lorenzi) Forse si è corso per l’ultima volta al Balaton Park e in pochi lo rimpiangeranno. Dopo la carambola della Moto 3 (David Munoz è finito all’ospedale, travolto dagli incolpevoli Salmela e Uriarte) la MotoGp è partita con lo strike di Martin che alla prima frenata ha steso il suo compagno di squadra Bezzecchi e di rimbalzo anche Raul Fernandez, Di Giannantonio e Aldeguer. Lo spagnolo ha avuto la peggio, nulla di rotto, ma è finito dritto al centro medico.
Di Giannantonio è riuscito a ripartire, nelle retrovie. Bezzecchi ha preso la strada del box, masticando amaro, prima di farsi dare un’occhiata dai medici del circuito. Davanti la gara ha vissuto sul duello tra futuri compagni di squadra in Ducati: Marc Marquez e Pedro Acosta. Dopo la vittoria di sabato, il campione della Ducati, il centesimo successo in carriera (il terzo pilota nella storia a raggiungere questo traguardo, dietro Agostini a quota 123 e Rossi a 115), ha dovuto sudarselo, perché il murciano sentiva già il sapore della sua prima vittoria in top class.
Battere Marc, oltretutto con una moto inferiore, è improbo per chiunque. Anche se acciaccato, il fenomeno di Cervera, ha mostrato i canini fin dal via. Il dubbio sulla sua condizione è svanito d’incanto, perché sulla distanza doppia dl gran premio, il catalano ha macinato lo stesso ritmo della gara veloce. La sua rimonta in campionato forse è appena cominciata: in classifica è salito al quinto posto, staccato di 72 punti, grazie al doppio zero della coppia di testa, e anche Acosta si è riavvicinato, quarto a meno 48.
«Sono riuscito a tornare, nonostante le difficoltà di questa stagione – ha spiegato Marquez -. Sabato ho capito che potevo farcela, grazie ai medici e ai fisioterapisti. Sono felicissimo di essere tornato». Giornata buona per la Ducati che mette in bacheca anche il terzo posto di Bagnaia (secondo podio consecutivo dopo il Mugello) e la centesima vittoria della sua storia.