A Hangzhou, nel cuore della Future Tech City, OMA ha completato una torre che sembra l’incontro tra la geometria antica e i nuovi riferimenti per una megalopoli contemporanea. Si chiama Hangzhou Prism, è firmato da Chris van Duijn con Michael Hadjistyllis, e concentra in 43mila mq di superficie hotel, residenze, uffici, spazi commerciali e una piazza pubblica interna. Il tutto, in una piramide urbana attraversata da due grandi tagli obliqui, riconoscibile da lontano come un segnale elementare dentro lo skyline di una città lanciata verso la nuova economia digitale. La piramide, del resto, è una forma troppo antica per risultare davvero nuova, e proprio per questo torna periodicamente a tentare gli architetti. A Parigi, a Hangzhou, nelle capitali dove la verticalità chiede simboli sintetici e immediatamente leggibili, l’archetipo rientra in scena quasi ricorrentemente. Così anche la scelta di OMA non è quella di una semplice nostalgia monumentale, trasformando l’edificio in un dispositivo abitabile, poroso, attraversabile. Il Prism nasce infatti dalla trasformazione di un insieme di torri residenziali convenzionali in un unico organismo compatto, una sorta di villaggio verticale pensato per giovani professionisti, ospiti, lavoratori, visitatori.

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Tu Xi Meng Courtesy of OMA

modern skyscraper with a unique triangular design beside a river in a cityscapepinterest

Zhu Wen Qiao Courtesy of OMA

La torre come ziggurat contemporanea

I due tagli che incidono il volume orientano l’edificio verso la città: da una parte la nuova stazione dell’alta velocità, dall’altra il parco e il paesaggio circostante. La facciata cambia continuamente registro e se da alcuni punti appare come una massa liscia e quasi muta, da altri diventa una gradonata ripidissima, con terrazze sovrapposte che richiamano una ziggurat contemporanea. In altri punti diventa una griglia regolare di finestre, logge, balconi, aperture illuminate. L’interesse del progetto sta proprio in questa instabilità controllata: ogni prospetto consegna una versione diversa della stessa torre, ogni lato sembra raccontare un modo differente di stare dentro la città.

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Tu Xi Meng Courtesy of OMA

cityscape featuring modern architecture and a cyclistpinterest

Zhu Wen Qiao Courtesy of OMA

Una performance dentro la piramide

Alla base, il volume si apre in un grande atrio esterno, pensato come piazza civica e prosecuzione degli spazi pubblici vicini. L’intenzione è quella di accoglie eventi spontanei e programmati, mettere in relazione strada, canale e parco. Così, per accompagnare quella che oggi si chiama ‘attivazione’ dell’edificio, OMA ha realizzato anche “Blue Night”, un cortometraggio diretto da Rei Nadal in collaborazione con la musicista cinese Coil Sprite. Nel film, l’artista attraversa il Prism durante la notte, trasformando la scoperta dell’edificio in una performance sonora. È una scelta curiosa e molto contemporanea: quasi fosse uno spot pubblicitari ma di quelli sofisticati, l’architettura, appena completata, viene subito messa alla prova dalla camera, dalla musica, dal movimento, dalla luce artificiale. E così, la torre piramidale tanto arcaica nella silhouette, entra nel circuito delle immagini.

nighttime urban skyline featuring modern skyscraperspinterestCourtesy Photo

蓝夜 (Blue Night), film by Rei Nadal. Hangzhou Prism by OMA

urban night scene featuring modern skyscrapers and a uniquely designed building illuminated with light patternspinterestCourtesy Photo

蓝夜 (Blue Night), film by Rei Nadal. Hangzhou Prism by OMA

www.oma.com

Headshot of Ciro Marco Musella

Sono nato a Napoli, non parlo in terza persona e non curo cose, oggetti, persone o animali. Ho studiato architettura tra il Politecnico di Milano e l’ENSA Paris-Belleville per poi laurearmi in Architettura delle Costruzioni. Mi sono occupato di allestimenti seguendo i progetti di NENDO, scrivo di grandi architetture e sto completando un dottorando in Composizione allo IUAV di Venezia. Nonostante questo, tutto regolare.