Il ferrarista, andato a muro nel GP di Monaco: “Non sono uno che si nasconde dietro scuse e più volte ho preso la colpa anche quando c’erano piccole cose che non erano ottimali. Oggi, anche riguardando i dati, non potevo fare assolutamente niente”
“Onestamente, non ho intenzione di prendermi la fottuta colpa. Questi fottuti freni”. Furia rossa. Quella di Charles Leclerc, che al giro numero 66 del GP di Monaco prende il muro e chiude la sua gara tra malumori, delusioni e i soliti frizzanti team radio. Pochi minuti dopo, quando già la gara era stata interrotta, il pilota della Ferrari ci ha messo la faccia. “Non sono uno che si nasconde dietro scuse e più volte ho preso la colpa anche quando c’erano piccole cose che non erano ottimali, ma fa parte del nostro sport. Oggi, anche riguardando i dati, non potevo fare assolutamente niente”, dice. Troppo imprevedibile il gran premio nella serpentina di Montecarlo per non restarne abbagliati. Ma non è una buona giornata per Charles e la sua Ferrari. A poche ore dalla notizia del rinnovo, il monegasco chiude la sua prestazione nervoso e incredulo. La sua Ferrari, terza dietro la Mercedes di Kimi Antonelli e dietro l’altra rossa, quella di Lewis Hamilton, a poco più di 10 giri dal termine viene costretta a un pit stop. Avvenuto, però, insieme a quello del compagno di scuderia Hamilton. Problema: l’inglese doveva scontare 5 secondi di penalità, e così Leclerc è rimasto bloccato dietro di lui. Una scelta che ha fatto arrabbiare Charles. “So che dobbiamo migliorare, ma c…, perché non mi avete lasciato in pista?”, ha urlato Leclerc via radio. “Perché sono rientrato ai box? Non capisco nemmeno la vostra risposta”. Sempre dopo la gara, davanti alle tv, Leclerc è apparso davvero molto teso: “Penso che adesso avete anche la possibilità di guardare un po’ i dati qualche volta. Spero che si possa vedere, ma quando si tocca il freno… È una pressione che non è neanche frenare, è mettere il piede sul freno, e il freno dietro è come se non ci fosse e il freno davanti ti dà il doppio della coppia frenante che su altri giri, solo perché non sono nella temperatura giusta, non è buono abbastanza”. L’unica cosa su cui posso darmi un sorriso, ha detto ancora Leclerc, “un po’ di speranza, è che comunque la soluzione ce l’abbiamo in casa. Lewis ha provato diverse cose, ha preso una direzione diversa tre gare fa con altri freni. È quello che farò dalla gara prossima. Alla fine non ho neanche le parole. Non serve che io spieghi più di tanto, non posso andare nel dettaglio di quello che è successo. Nell’approccio generale e nella scelta dei freni guarderò come potremmo avere preso una decisione migliore, ma oggi non c’era niente che potevo fare”.
la colpa—
In tutta questa frustrazione generale c’è stato e c’è anche un po’ di nervosismo. Il nervosismo del monegasco dalla radio si è riversato sulla gara, conclusa anzitempo prendendo il muro al giro 66: “Onestamente, non ho nemmeno intenzione di prendermi la fottuta colpa”, ha detto ancora via radio, incolpando poi i freni della sua SF-26. Leclerc ha spiegato poco dopo: “Non ero molto soddisfatto, soprattutto di dover rallentare, perché dalla direzione gara è stato molto chiaro che non potevamo fare quello. Visto che ero troppo vicino a Hamilton e che sapevo che c’erano anche cinque secondi di penalità a farmi rallentare nella pit lane. Però alla fine questo è un dettaglio e non sarebbe cambiato niente oggi. Saremmo finiti secondo e terzo e sarei stato molto contento con il risultato di oggi. Ma sono finito a muro. Niente”.