Torneranno a Milanello in sette: in base a chi sarà l’allenatore si capirà chi può avere chance di restare

Ora che anche Zlatan Ibrahimovic è volato negli Usa per esibirsi da opinionista con Fox Sports, da queste parti non è rimasto davvero nessuno del Milan che abbia anche solo una vaga attinenza con l’area sportiva. L’ordinaria amministrazione, in termini strettamente tecnico-burocratici, la mandano avanti il presidente Scaroni e il consigliere Calvelli, ma a giugno più che di burocrazia occorrerebbe parlare di mercato. O meglio: affrontare il mercato. Che adesso è per forza di cose congelato non soltanto negli affari in entrata, ma anche nei giocatori che fanno ritorno al mittente dopo una stagione in prestito. Non sono pochi e si tratta di situazioni che vanno affrontate. Già, ma su quali basi dal momento che non ci sono un allenatore e un direttore sportivo a cui chiedere?

tre riscatti ok—  

Iniziamo col dire che dei dieci giocatori che hanno trascorso l’ultima stagione lontano da Milanello, tre non faranno ritorno: si tratta di Pobega, Colombo e Jimenez, per i quali sono scattate le condizioni che hanno trasformato il diritto di riscatto in obbligo. Si riaprono dunque le porte per gli altri sette (per alcuni non è stato esercitato il diritto, altri erano solo in prestito secco), plotoncino in cui troviamo un po’ di tutto: si va dal nome pesante al giovane di belle speranze. Scenario più accreditato: la maggior parte di questi è destinata a rifare nuovamente le valigie.

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infortuni—  

Il nome più complesso da gestire è quello di Bennacer, che proprio non riesce a ripartire altrove. Era andato male il prestito a Marsiglia ed è andato male anche quello alla Dinamo Zagabria. L’algerino non è mai riuscito a trovare continuità a causa dei continui infortuni. Due scenari: dal momento che scadrà nel 2027, ripartirà per l’ultima volta o il Milan proverà a cercare un accordo per risolvere il contratto. Soluzione, quest’ultima, non semplice visto che il centrocampista guadagna quasi sette milioni e mezzo lordi. Più facile che il Milan lo liberi senza chiedere denaro per il cartellino: il risparmio sull’ingaggio sarebbe già un vantaggio importante. Poi c’è Chukwueze. A metà stagione pareva che il Fulham fosse seriamente intenzionato a riscattarlo, poi lo scenario è cambiato in peggio. Il diritto è stato fissato a 26 milioni, e a meno che il Milan non riveda le proprie pretese il nigeriano è destinato al rientro. In teoria per ripartire nuovamente, ma nel suo caso è ragionevole piazzarci un asterisco: se arriverà un allenatore che pratica il 4-3-3 o il 4-2-3-1, Samuel potrebbe anche tornare utile come seconda scelta. Torna a Milanello pure Musah, dopo un’avventura all’Atalanta andata sicuramente peggio di quanto fosse lecito attendersi. Il riscatto da 24 milioni non è mai stato preso in considerazione dalla Dea, ma l’americano difficilmente rimarrà in rossonero. Stesso discorso per Bondo e Filippo Terracciano, che hanno chiuso il prestito con la Cremonese retrocessa. Infine, i ragazzini del vivaio, ovvero Camarda e Zeroli. I loro percorsi sono tutti da valutare, anche con un occhio di riguardo alle liste: potrebbero fare comodo.