guardia del corpo

Whitney Houston e Kevin Costner, la diva e il suo bodyguard, in Guardia del corpo

POI LUI CI È TORNATO, PIÙ VOLTE, SOPRA. Per raccontare com’era lei davvero, e che i produttori all’inizio non la volevano (perché era black). Lei non c’era già più… Stasera in tv c’è Guardia del corpo del non certo celebre Mick Jackson. Non importa, perché contano loro: Whitney Houston (1963 – 2012) e Kevin Costner. Com’erano (e come eravamo) nel 1992.

Guardia del corpo va in onda stasera, domenica 7 giugno, alle 21,30 su Rete 4. Il film è disponibile in streaming su Prime Video. Sono 2 ore e 9 minuti di immersione negli anni 90.

È come rivedere sui social quel reel della Oscar Night del 1990, con il red carpet più stellare di sempre (a cui il film fa riferimento). C’è tutto il glamour, il luccichio, il divismo, il mood da Master of the Universe che è come si sentiva Hollywood (e Washington e gli States tutti) all’epoca. Post Guerra Fredda vinta. Prima dell’inizio delle guerre (perse o mai finite) successive. Oggi, in epoca di revival di quel decennio lontanissimo nel Tempo e così diverso nel suo Zeitgeist (ricco, ottimista, da fine della Storia), vedere o rivedere Guardia del corpo è come vivere Ritorno al futuro. Anche se, nel suo lato più dark, quel film già qualcosa del futuro anticipava.

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Kevin Costner è Frank Farmer, pagato per proteggere Rachel Marron (Whitney Houston)

In Italia, Guardia del corpo fu il terzo film più visto della stagione. Dopo Alladin, il cartoon, e Basic Instinct. Un’altra coppia di divi, uniti dal sesso invece che dai pericoli dello show biz. Trainato da Houston e Costner, all’epoca i numeri uno nella musica e nel cinema, Guardia del corpo incassò nel mondo oltre 411 milioni di dollari. Piacque al pubblico e meno alla critica, anche se un grande critico americano come Roger Ebert lo elogiò per la storia e la sua evoluzione. Ebbe due nomination all’Oscar (per le canzoni Run to You e I Have Nothing), e 7 ai Razzie. Non vinse né da una parte né dall’altra. Ma I Will Always Love You è ancora il singolo femminile più venduto di sempre. E anche la colonna sonora lo è, con oltre 50 milioni di copie e doppio disco di diamante solo negli USA.

Chi vuole uccidere Rachel Marron (Whitney Houston), star della musica e del cinema? Il suo manager assolda per proteggerla Frank Farmer (Kevin Costner), ex addetto alla sicurezza del presidente. Tra i due l’inizio non è facile: lei è arrogante, lui non conosce le logiche di Hollywood. Frank inizia a occuparsi dei sistemi di sicurezza della villa della star. Si avvicinerà sempre di più a lei. Mentre qualcuno stalkera Rachel, arrivando anche a ucciderne la sorella e a minacciarla alla Oscar Night, i due si innamorano… Riuscirà Frank a salvare Rachel?

Prendetelo davvero come una testimonianza d’epoca. Fatevi incantare dal fascino hollywoodiano puro dei suoi due protagonisti, qualcosa che va oltre la bravura recitativa. Grazie anche alla sceneggiatura firmata Lawrence Kasdan (grandissimo autore di Brivido caldo e Il grande freddo), il film di stasera riesce a farci seguire la trama (avvincente tra suspense e storia d’amore) e sognare con tutto l’immaginario che mette in scena e rappresenta. Il divismo, con il suo splendore e il suo lato oscuroHouston e Costner “usano” tutta la loro bellezza e la loro celebrità. Il loro stardom accecante. Lui trattenuto e antieroico in stile Steve McQueen, e lei che mette in scena tutta la conoscenza dell’ambiente.

Ciliegina sulla torta, una chimica perfetta. Non puramente erotica: l’immagine di lui che prende in braccio lei e lei che si accuccia vale il poster/locandina e non solo. Che poi lei non sia Houston (la foto fu scattata che la protagonista era già lontana dal set) ma la sua controfigura… non importa.

Tra le curiosità c’è anche che un primo Bodyguard (titolo originale) dovevano farlo negli Anni 70 Ryan O’Neil e Diana Ross (black anche lei). E prima ancora lui doveva essere Steve McQueen. Poi non se ne fece nulla, fino a quando Kasdan ne parlò con Kevin Costner e lui lo propose a Whitney Houston, al suo debutto come attrice. Quello che non si è mai fatto è il tanto chiacchierato sequel. Il finale aperto (no spoiler, tranquilli) lo lanciava già. Invece no. Costner ha rivelato che perfino la Principessa Diana gliel’aveva chiesto, proponendo la sua storia come soggetto