Confermato per l’ottavo mandato il “regno” di Florentino mostra però qualche crepa di tipo economico e c’è da sistemare una squadra che da due stagioni non vince un titolo importante
Dopo 20 anni alla Casa Blanca sono tornati alle urne, e il verdetto, scontato nel suo esito generale, porta con sé considerazioni decisamente rilevanti. Partiamo dalla fine, assolutamente surreale: poco prima dell’una di notte Florentino Perez si è presentato nella sala dell’hotel nei pressi del Bernabeu che aveva riservato per celebrare la vittoria ed è stato acclamato per aver ottenuto l’ottavo mandato presidenziale, 26 anni dopo il primo. Solo che quando Perez ha parlato non c’erano i risultati elettorali, che sono arrivati alle 2.30 della notte. È finita 65 a 35 per Perez, che ha preso circa 10.000 voti in più dell’avversario, Enrique Riquelme. Per l’impresario 37enne è stato un grande successo, visto che è stato trascinato nel gorgo elettorale il 12 maggio dall’annuncio di elezioni anticipate di Perez, e quel giorno non lo conosceva nessuno. Ora tutti sanno chi è.
il referendum—
Florentino era in carica fino al gennaio 2029, e arriverà al giugno del 2030. Il suo strapotere però è stato gravemente scalfito da queste elezioni, e ora deve affrontare un altro colossale giudizio universale. Perez vuole vendere al più presto il 5% delle azioni del Real Madrid, ma per farlo deve avere l’autorizzazione dei soci, via referendum. Sta lavorando per una convocazione express, e l’esito dopo quanto successo ieri non è assolutamente scontato. Riquelme ha fatto la sua campagna con lo slogan “Il Real Madrid non è in vendita” e sono in tanti i madridisti che si oppongono al cambio epocale di struttura. Florentino vuole cedere le quote perché alla Casa Blanca hanno un disperato bisogno di liquidità, ma questo referendum sarà pericolosissimo per lui.
la squadra—
Nell’attesa, c’è da sistemare una squadra che da due stagioni non vince un titolo importante, con l’ultima coppa alzata nel 2024. Perez ha annunciato 3 acquisti: Jose Mourinho in panchina, con lo Special One, senza squadra il 30 agosto scorso e incapace di portare il Benfica in Champions che è costato ben 15 milioni di euro di clausola da versare al club portoghese. Mou potrebbe arrivare con Pepe come assistente, l’ex centrale del suo irascibile Madrid del triennio 2010-2013. Poi ci sono Ibrahima Konate, svincolato dal Liverpool, e Denzel Dumfries, con i 20 milioni di euro di clausola da versare all’Inter.
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super offerta—
E la bomba di mercato, annunciata per domani da Perez in campagna elettorale. “Un giocatore di una squadra Champions ma non della Premier League, un’offerta da 150 milioni, la più alta mai fatta dal Real Madrid. Non è Olise, non è Kane”. Qui in realtà tutti pensano al francese del Bayern, anche se non serve un giocatore di quelle caratteristiche. E dalla Baviera hanno già detto a Florentino di non sprecare tempo con la sua offerta. Alternative, Vitinha o Joao Neves, i portoghesi del Psg. Loro, sì, decisamente più utili a una squadra orfana di Kroos e di Modric.
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