La vittoria del centrosinistra a Monselice dopo 31 anni

L’ultima vittoria del centrosinistra all’ombra della Rocca risaliva addirittura al 1995. Erano i tempi del governo Dini, il primo ad essere definito «tecnico» nella storia della Repubblica. E a Monselice, anche allora al ballottaggio, l’ulivista Antonio Bettin trionfava (col 61,2%) su Virio Geminiani, sostenuto da Forza Italia ed Alleanza nazionale (la Lega, invece, aveva puntato su Giuseppe Ruzzante, arrivato quarto su sette al primo turno). Ebbene, dopo 31 anni e sei tornate elettorali tutte a vantaggio del centrodestra, il cosiddetto campo largo, anzi larghissimo, è tornato lunedì 8 giugno alla guida della cittadina della Bassa padovana con il 63enne Franco Ennio, imprenditore della moda e presidente della squadra di pallavolo del paese, che ha superato di 512 voti il vicesindaco uscente Stefano Peraro, manager della sanità privata e già assessore provinciale all’Urbanistica nonché consigliere regionale in quota Udc. Ma a giocare un ruolo decisivo nel successo di Ennio, appoggiato al primo round da Pd, Avs-M5s, Casa riformista e una civica, è stato l’ex sindaco monselicense Fabio Conte, pediatra, che al primo round del 24 e 25 maggio scorsi, col supporto di Forza Italia e due civiche, si era piazzato in terza posizione, per poi appunto, non senza polemiche, schierarsi dalla parte di Ennio in vista del ballottaggio, giunto a distanza di appena 191 suffragi da Peraro. Una vittoria insomma, quella all’ombra della Rocca, maturata sull’inedito asse Pd-Forza Italia. E dove, a ben guardare, ad uscire sconfitta è stata anche, se non soprattutto, l’ex sindaca leghista Giorgia Bedin, che a novembre 2025, a seguito dell’elezione in consiglio regionale, aveva lasciato lo scranno più alto del Comune dopo neanche un anno e mezzo dall’inizio del suo secondo mandato, imponendo però la candidatura del suo vice senza tessere di partito in tasca (Peraro) e poi raccogliendo appena 168 preferenze personali nella lista del Carroccio. Meno della metà, giusto per fare un esempio, delle 351 ottenute dallo “storico” ambientalista Francesco Miazzi in quella targata Avs-M5s. (​Davide D’Attino)