Un lungo e commovente messaggio. È quello che ha scritto Veronica Guidozzi, che ha annunciato sui social la decisione di chiudere la propria carriera da pallavolista. Un addio che segna la fine di un capitolo importante non soltanto per la sua vita sportiva, ma anche per la pallavolo cittadina, che negli ultimi anni l’ha vista protagonista assoluta con la maglia e la fascia di capitano della Comal Civitavecchia Volley.
Le parole affidate ai social raccontano molto più di una semplice carriera agonistica. Raccontano una vita intera dedicata alla pallavolo, durata 29 anni e vissuta tra successi, sacrifici, delusioni e grandi emozioni.
«Sarebbe impossibile raccontare passo dopo passo tutto quello che c’è stato nel mezzo. Ventinove anni di sconfitte, di pianti, di città diverse, di società stupende, di palazzetti immensi, di compagne di squadra e di tanti, a volte troppi sacrifici».
Parole che ripercorrono una carriera di altissimo livello, che ha portato Guidozzi a calcare palcoscenici prestigiosi della pallavolo nazionale, fino ad arrivare alla massima serie. Un curriculum straordinario, costruito attraverso il lavoro quotidiano e una passione che non è mai venuta meno.
Nel suo messaggio emerge soprattutto il legame profondo che l’ha unita a questo sport.
«La pallavolo per me non è stata solo uno sport, non è stata un lavoro né un passatempo. È stata semplicemente vita».
Una frase che racchiude il significato di un percorso lungo quasi tre decenni e che spiega meglio di qualsiasi statistica l’importanza che la pallavolo ha avuto nella sua crescita personale e professionale.
Non è un caso che uno dei passaggi più intensi del post riguardi proprio il sostegno ricevuto nei momenti più difficili.
«Mi ha salvato nel momento più complicato della mia vita. Un grazie speciale va soprattutto a VBC Viterbo e Civitavecchia Volley, facendomi capire che in questo mondo non sono e non sarò mai sola».
Parole che vanno oltre il semplice aspetto sportivo e che testimoniano quanto il mondo della pallavolo sia stato per lei una famiglia, un punto di riferimento e una fonte di forza nei momenti più delicati.
Negli ultimi anni Guidozzi è stata il volto e l’anima della Comal Civitavecchia Volley. Da capitana ha guidato la squadra in campionati di vertice, sfiorando più volte la promozione in Serie B2. Anche nell’ultima stagione le rossonere sono rimaste in corsa fino alle battute finali, vedendo svanire il sogno del salto di categoria soltanto dopo la sconfitta contro Dea Volley nella penultima partita.
Ma il contributo della capitana è andato ben oltre le prestazioni sul parquet. Sempre disponibile con lo staff tecnico guidato da Alessio Pignatelli e sempre pronta a sostenere le compagne più giovani, Guidozzi è stata un punto di riferimento costante per tutto l’ambiente rossonero.
Una qualità che ha portato anche nel suo ruolo di allenatrice del settore giovanile, mettendo la propria esperienza al servizio delle nuove generazioni e contribuendo alla crescita di tante giovani atlete.
Nel suo saluto non mancano i ringraziamenti a tutte le persone incontrate lungo il cammino.
«Grazie ad ogni singola persona che ha fatto parte di questo percorso, alle società di tutta Italia, grazie a chi ha creduto in me facendomi arrivare nella massima serie. Grazie soprattutto a chi mi ha criticato perché non ha fatto altro che darmi la spinta per continuare a non mollare».
E ancora più emozionante è il pensiero rivolto alle tante compagne di squadra con cui ha condiviso quasi trent’anni di carriera.
«Il grazie più grande va alle compagne di squadra che ho incontrato in questo percorso. Siete state tutte uniche e so di aver trovato in giro per il mondo amiche vere che ci saranno per sempre».
Infine la spiegazione di una scelta che non nasce da problemi fisici o dalla mancanza di motivazioni, ma da una diversa priorità che la vita le ha posto davanti.
«Decido di mettere un punto alla mia carriera non perché il mio fisico lo richiede ma perché è la vita che oggi mi chiede questo. La mia famiglia merita di essere la mia priorità. Sarà difficile, ma è necessario».
Con queste parole si chiude una delle carriere più importanti e prestigiose espresse dalla pallavolo del territorio. Una carriera fatta di risultati, di esperienze ai massimi livelli e di un amore incondizionato per questo sport.
«Grazie per tutte le emozioni e cara pallavolo, farai comunque sempre parte della mia vita».
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