Pesaro, 8 giugno 2026 – Si indaga anche per omicidio nell’inchiesta sulla morte della giudice molisana Francesca Ercolini, trovata senza vita nella sua casa di Pesaro il 26 dicembre 2022. La novità è emersa a margine dell’incidente probatorio che si è tenuto oggi pomeriggio a Roma.
Nell’inchiesta, guidata dalla pm della procura dell’Aquila Roberta D’Avolio, sono indagate sei persone, compreso il marito della donna. La nuova ipotesi di reato riguarderebbe due di loro. La perizia di 450 pagine, già depositata dal professor Vittorio Fineschi che ha eseguito l’autopsia, pone seri dubbi sul fatto che la magistrata si sia tolta la vita con un gesto volontario.
Trovata morta a casa sua
La giudice, originaria di Campobasso, era stata trovata priva di vita nella casa di via Zara dal marito, avvocato pesarese, e dal figlio, allora sedicenne. In base alla ricostruzione iniziale, la donna si sarebbe tolta la vita impiccandosi con il foulard fissato alla ringhiera della scala. Le prime indagini e gli accertamenti medico-legali hanno infatti orientato il procedimento verso l’ipotesi del suicidio.

Nei mesi scorsi, nell’appartamento di Pesaro, sono tornati anche i Ris
La riesumazione del corpo
La nuova inchiesta, avviata successivamente, ha portato a ulteriori verifiche, tra cui la riesumazione del corpo e una nuova autopsia eseguita da Fineschi. La salma della magistrata era stata riesumata a metà giugno dal cimitero di Riccia, in provincia di Campobasso, e trasferita al policlinico Umberto I di Roma, dove è stata sottoposta a una serie di esami approfonditi: tac, indagini microscopiche e analisi di laboratorio, accertamenti non effettuati in occasione della prima autopsia.
Nei mesi scorsi, nell’appartamento di Pesaro, sono tornati anche i Ris. Su indicazione della Procura, gli specialisti hanno ricostruito la scena così come si presentava al momento del ritrovamento del corpo. L’attività si inserisce nel quadro degli accertamenti avviati dopo la riesumazione della salma dal cimitero molisano di Riccia.
Gli indagati sono sei
Nella nuova inchiesta ci sono sei indagati, tra i quali il marito della giudice e il medico legale che eseguì la prima autopsia. Le ipotesi di reato, contestate a vario titolo, comprendono depistaggio, falsità ideologica e violazione del segreto istruttorio.
Il mistero della lettera anonima
Alcuni giorni prima della tragedia, la madre della giudice, Carmela Fusco, aveva inviato una lettera anonima alla Questura di Pesaro, chiedendo un’indagine sulla famiglia Ruggeri-Ercolini. Non essendo firmata, né contenendo elementi di reato, la segnalazione non fu presa in carico.
Tuttavia, al momento del ritrovamento del corpo, la donna si precipitò nell’abitazione, accusando apertamente i familiari della figlia. Dalle ricostruzioni è emerso che, per mesi, madre e figlia si erano scambiate quotidianamente messaggi in cui la giudice raccontava presunti episodi di maltrattamenti subiti in ambito domestico. Proprio questi fatti, secondo l’ipotesi accusatoria, potrebbero aver avuto un ruolo determinante nella sua morte.