di
Andrea Camurani
Varese, lo strazio del papà dopo lo schianto di domenica pomeriggio. I cinque amici erano diretti alla spiaggia di Ronco delle Monache: appena scesi dall’auto una Panda li ha falciati
Un padre sdraiato di fianco al corpo senza vita della figlia coperto da un telo, un uomo rimasto senza muoversi, anche per un’ora, sulla statale vicino al lago affollata di ambulanze. Settecento studenti che scendono le scale in un silenzio assoluto, surreale, che non è quello dell’ultimo giorno di scuola, dove quei gradini di solito si saltano tre alla volta, e di corsa, verso le vacanze. Ci sono almeno due momenti che lasciano senza fiato nella storia dei ragazzi investiti in una calda domenica pomeriggio a pochi metri dalla spiaggia del Lago Maggiore dove volevano farsi il primo bagno di stagione, e dove ha invece trovato la morte Sara Vetrano, 16 anni, che ne avrebbe compiuti 17 il 19 giugno.
Una studentessa che nel tempo libero aiutava in oratorio e amava la compagnia, rimasta falciata insieme alla sorella di vent’anni e ad altri tre amici, tutti finiti in ospedale. I ragazzi erano arrivati in auto e avevano parcheggiato nel primo pomeriggio poco distante dall’imbocco di una strada che porta alla spiaggia di Ronco delle Monache, a Maccagno, dove però non sono mai arrivati perché un 31enne di Luino alla guida di una Panda ha prima colpito con l’auto il guardrail della statale del Verbano, per poi schizzare come un proiettile contro i pedoni e finire la sua corsa contro il muraglione della corsia opposta. Partono i soccorsi e la strada si blocca. Tra i feriti c’è anche la sorella della ragazza che muore sul colpo.
Qualcuno vede, ci sono dei ciclisti che danno l’allarme, fra questi anche un’insegnante che riconosce alcuni dei suoi studenti feriti. La tragedia viene raccontata di bocca in bocca e arriva al padre delle due sorelle che si precipita sul posto. Vede un corpo sdraiato a terra già coperto da una «metallina» che serve ai soccorritori per difendere i pazienti dal caldo o dal freddo. Chi ha visto la scena, sente la pelle d’oca: l’uomo si è sdraiato di fianco al corpo della giovane per starle vicino un’ultima volta. I feriti vengono poi trasportati d’urgenza negli ospedali di Varese e Monza, dove arriva in codice rosso la sorella della ragazza deceduta, che lunedì versava in condizioni ancora gravi, «mentre la giovane ricoverata a Varese», fanno sapere dalla Procura di Varese che coordina le indagini, «pur ancora oggetto di approfondita valutazione clinica, verserebbe in condizioni generali abbastanza soddisfacenti. Non destano, invece, preoccupazioni le condizioni degli ultimi due giovani coinvolti, che dopo un iniziale esame sul posto erano stati trasportati a Varese per più approfonditi accertamenti».
Ragazzi fra i 15 e i 20 anni. Età vicine a quelle dei compagni di classe di Sara Vetrano che sedeva sui banchi della seconda M indirizzo «servizio socio sanitario» dell’Ipc Einaudi di Varese. Alcune amiche, alcuni compagni di classe, ieri non ce l’hanno fatta. «Sono rimasti a casa, non sono riusciti ad affrontare il dolore», spiega la preside Samantha Emanuele, che non riesce a trattenere le lacrime. «Staremo vicini ai nostri ragazzi con una assistenza psicologica che non si fermerà con la fine delle lezioni» spiega. «I nostri studenti hanno dato prova di un grande senso di vicinanza e di comunità rispetto a quanto accaduto. Sono scesi in settecento, spontaneamente in un silenzio assoluto. Sono arrivati in palestra per abbracciare i compagni di classe di Sara».
La preside ricorda Sara come una ragazza solare, impegnata e attiva: «Voleva fare la psicologa, lo aveva confidato ad un professore». I Vetrano si erano trasferiti da qualche anno nel paese di Cugliate Fabiasco, piccola comunità nel Nord della provincia di Varese ad un passo dalla Svizzera dove la famiglia vive. Sara era però particolarmente attaccata alla comunità di Mesenzana, centro di fondovalle distante qualche chilometro da Cugliate, dove aveva frequentato le scuole medie, e dove in parrocchia la ricordano come una giovane attiva che aiutava a gestire gli interminabili pomeriggi in oratorio fra giochi e compiti delle vacanze.
Ora quei momenti sono solo un doloroso ricordo per tutti, famigliari e amici. Sul fronte delle indagini la Procura di Varese affiderà l’incarico per una consulenza cinematica, per cercare di stabilire l’esatta dinamica dell’evento, e disporrà «una consulenza medico legale relativa alle cause del decesso della giovane» e dei gravi traumi riportati dagli altri coinvolti.
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9 giugno 2026 ( modifica il 9 giugno 2026 | 08:18)
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