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Una volta c’era l’emergenza dell’access prime time. Le difficoltà di “Striscia”, “Affari tuoi” che doppiava sistematicamente il tg satirico. Poi è arrivata “La Ruota della Fortuna” e il problema si è magicamente risolto, mandando in soffitta – forse per sempre – la creatura di Antonio Ricci.

Ma ora che quel problema è risolto, ecco che il dilemma si è spostato altrove, diventando probabilmente il vero fulcro della crisi di Canale 5: il preserale.

Lo strapotere di Rai Uno. E come ci si è arrivati

Da anni Rai 1 si gode il dominio di fascia, con la supremazia che si è trasformata via via in strapotere, grazie ad un distacco che è arrivato a toccare addirittura i dieci punti percentuali di share.

La tendenza pare irreversibile e poggia su un lavoro messo in campo tempo addietro e portato avanti con costanza, pazienza ed intelligenza. Sì perché se in televisione le rotazioni sono spesso salvifiche per impedire un rischiosissimo effetto ‘rigetto’, dall’altra parte è fondamentale e inevitabile un ordine di programmazione che consenta agli spettatori di trovare una certa pietanza ad una determinata ora.

La tv di Stato, in questo senso, non rinuncia al turnover. Lo applica da giugno ad ottobre (a volte anche oltre) attuando da decenni il passaggio di testimone tra “L’Eredità” e “Reazione a Catena”. Due offerte chiare, stabili, puntuali, riconosciute dal pubblico e capaci di generare un’identità con la stagione televisiva.

A Mediaset, invece…

A Mediaset invece? Il ritornello è decisamente differente. Anzi, il ritornello proprio non c’è. Si procede in maniera improvvisata, a tentoni, senza una logica e soprattutto senza una connessione con chi è a casa, impossibilitato a stare dietro a certe schizofrenie.

Nella stagione 2025-2026, come detto, Rai 1 ha schierato solo due titoli. Sul fronte opposto abbiamo invece avuto “Sarabanda”, “Avanti un altro”, la nuova edizione di “Caduta Libera” con Max Giusti, di nuovo “Avanti un altro” e, a breve, sempre con Max Giusti, dovrebbe prendere il via “The Wall”.

Due programmi contro quattro, con l’aggiunta di un altro dettaglio non marginale riguardante il gioco di Paolo Bonolis che ha ospitato sia gli episodi della quindicesima edizione che quelli inediti registrati nel 2023 e mai visti. Questi, tra l’altro, sono tornati in onda da una settimana senza il benché minimo preavviso, riconoscibili solo per via di scenografie e cast ormai superati. Senza contare che nel weekend Mediaset opta per un ulteriore salto all’indietro, mediante l’innesto di “Avanti un altro Story”, che pesca da vecchie puntate, ma stavolta già trasmesse.

Insomma, un grande caos che – di conseguenza – provoca confusione e distacco. Nulla è fisso, nulla è coerente, nulla è continuativo. Chi si sintonizza su Canale 5 alle 18.45 non sa cosa trova, non sa fino a quando durerà quella trasmissione e non sa a che epoca appartiene.

“Avanti un altro”, in tal senso, ne esce con le ossa rotte. E pensare che quest’anno si era pensato di registrare gli appuntamenti a breve distanza dall’uscita, per tenere finalmente vivo un contatto con l’attualità. Una mossa intelligente durata tuttavia poco, con le registrazioni proseguite senza sosta nella fase in cui Canale 5 ha rilanciato “Caduta Libera”.

La sensazione, purtroppo, è che per Cologno il preserale sia un grande contenitore da riempire. Non importa come. Basta che sia pieno.

Alla fine, però, si paga lo scotto.








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