Ancona, 9 giugno 2026 – Chantal Bomprezzi ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di segretaria regionale del Pd, che ricopriva da poco più di tre anni (febbraio 2023).
La comunicazione inviata alla segreteria nazionale del Partito democratico arriva all’indomani dell’ultima sconfitta, la quarta, rimediata dal centrosinistra nelle città più importanti al voto in questo turno di amministrative, quella al ballottaggio di Macerata, dove il sindaco uscente di centrodestra, Sandro Parcaroli, è prevalso nettamente (54,3%) sullo sfidante Gianluca Tittarelli (45,7%).
Prima era toccato a Senigallia, San Benedetto e Fermo, dove il campo largo non è riuscito a strappare nemmeno il ballottaggio.
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Già crisi dopo le regionali
Va detto che la segretaria dem traballava già dopo la batosta delle regionali di settembre, quando già dall’interno del partito si erano levate voci critiche in particolare sulla scelta dei candidati e sul nodo del terzo mandato (vedi il caso Mastrovincenzo), ma Bomprezzi si era rifiutata di fare un passo indietro, rilanciando anzi un appello all’unità.
Partito verso il commissariamento
Ora per il partito si aprirà con ogni probabilità lo scenario del commissariamento, anche perché sarebbe fin troppo complicato andare a un congresso a un anno dalle politiche. Tra i nomi che girano, quello del deputato Andrea Gnassi, già sindaco di Rimini, ora commissario del Pd provinciale di Fermo.
Mancinelli: “Ora un altro segretario, Pd tra i pochi a fare congressi”
“Io noto – spiega la capogruppo del Pd al Consiglio regionale delle Marche, Valeria Mancinelli – che non è un dramma e che dimesso un segretario si farà un congresso e lo statuto prevede che in assemblea regionale, se c’è una maggioranza per eleggere un nuovo segretario, si può fare. Lo verificheremo da qui a un mese un mese e mezzo. Con tutti i difetti noti, il Partito democratico è uno dei pochi che ancora i congressi li fa, rispetto ad altri partiti in cui qualcuno con una telefonata fa le nomine. – ha aggiunto Mancinelli – Il congresso sarebbe stato naturale all’inizio dell’anno prossimo, nel caso lo faremo un pò prima”.
Cesetti: “Fare il congresso il prima possibile”
“Credo che il congresso debba essere fatto subito, perché si devono individuare i nuovi organismi regionali che devono preparare anche le prossime elezioni politiche. Non è pensabile che venga qualcuno catapultato da Roma”. A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Fabrizio Cesetti. “Si tratta di un atto di responsabilità arrivato giustamente dopo il ballottaggio di Macerata. – ha aggiunto Cesetti riferensosi alle dimissioni della Bomprezzi -. Ovviamente le responsabilità vanno condivise da parte di tutti noi, perché anche le sconfitte non hanno soltanto un padre. Quello che è mancato è stata un’unità vera, sostanziale, nel Partito democratico e nel campo largo, che tra l’altro ha dimostrato nelle Marche di non essere sufficiente per competere nelle singole realtà territoriali, nei comuni come come nella regione. Bisogna cercare di andare anche oltre e soprattutto essere più coesi”. Per quanto riguarda il congresso, ora previsto a febbraio del 2027, Cesetti ha però avvertito che andrà fatto “il prima possibile”. “La democrazia è anche questo. – ha concluso – Cioè è confronto e anche scontro democratico se vogliamo. Quindi è necessario che chi vuole ambire a quel ruolo si misuri democraticamente con un congresso, che deve essere indetto al più presto. Vanno evitati commissariamenti, le Marche ne devono farne a meno perché abbiamo già dato abbastanza sotto questo aspetto”.
Mastrovincenzo: “Dimissioni, gesto di responsabilità”
“Credo che sia stato un gesto di responsabilità che va apprezzato”, ha detto il consigliere regionale del Pd, Antonio Mastrovincenzo delle dimissioni. Per quanto riguarda il futuro, il dem ha ricordato che “lo statuto prevede la possibilità, entro 30 giorni, di determinare attraverso l’assemblea regionale un nuovo segretario o una nuova segretaria”. “Io mi auguro che quello sia il percorso che poi porterà a un risultato concreto – ha aggiunto -. Dopodiché se l’assemblea non dovesse trovare il nominativo giusto per ricoprire questo ruolo c’è l’ipotesi del congresso, non mi sembra che in questo momento ci siano le condizioni per un commissariamento del partito”.