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Redazione Roma

Previsto un programma di investimenti (10 miliardi in 10 anni) per il recupero di 100 mila alloggi popolari. «Rischio nascita di nuovi quartieri dormitorio»

Architetti di Roma contro il Piano Casa varato dal governo. «Il rischio, al momento sottovalutato, è che possa rivelarsi un nuovo Superbonus 110% che tanti danni ha fatto all’economia del Paese senza portare quella reale trasformazione della qualità della vita nelle nostre città», dice Lorenzo
Busnengo, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Roma
e provincia.
Il provvedimento del governo (dl 66/2026) mira a contrastare l’emergenza abitativa con l’obiettivo di rendere disponibili 10o mila alloggi a canone calmierato in 10 anni. Il Piano stanzia 10 miliardi per il recupero dell’edilizia residenziale pubblica e incentivi ai privati, nella speranza di attivare un volano che, però, secondo gli architetti presenta dei rischi concreti.

«Evitiamo nuovi quartieri dormitorio»

Secondo Busnengo, infatti, il Piano «può davvero rivelarsi uno strumento valido per la rigenerazione del patrimonio di edilizia abitativa pubblica oggi in stato di forte degrado su tutto il territorio nazionale», ma occorre «evitare gli errori del passato», che hanno portato alla nascita di «quartieri dormitorio di pessima qualità architettonica e urbana come Tor Bella Monaca a Roma, le Vele di Scampia a Napoli o Quarto Oggiaro a Milano», esempi di «un’urbanistica sbagliata con zone mono funzionali prive di servizi ha determinato fenomeni di degrado, in cui la criminalità e l’involuzione sociale hanno preso il sopravvento».



















































Il ruolo «centrale» dell’architetto

Per l’Ordine degli Architetti è quindi necessario puntare «sulla centralità del ruolo sociale dell’architetto», con «una nuova urbanistica tesa alla cura della città», anche attraverso «strumenti di condivisione con i cittadini e concorsi di architettura». Busnengo sottolinea inoltre come sia «imprescindibile immaginare e mettere in atto una rigenerazione che investa interi quartieri o l’intero quadrante urbano», evitando «nuove sacche di degrado o veri e propri ghetti». Tra i temi indicati anche «la nuova tipologia dell’abitare», con attenzione ad anziani, studenti e fenomeni migratori.

Il tema delle barriere architettoniche da superare

Sul tema interviene anche Alice Buzzone, segretaria dell’Ordine romano degli architetti, nel sottolineare che «non possiamo permettere che il
Piano Casa perda l’occasione di assumere il superamento delle barriere
architettoniche
come requisito strutturale degli interventi – le sue parole -. Il Superbonus avrebbe potuto rappresentare un grande volano in questa direzione, ma l’accessibilità non è stata posta al centro delle politiche
di trasformazione
del patrimonio costruito», afferma. Buzzone evidenzia inoltre la necessità che «i finanziamenti siano intercettabili da tutti i comuni italiani e non solo dai grandi capoluoghi», conclude.


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9 giugno 2026