di
Sandra Cesarale

Il cantautore romano presenta il nuovo album «Canzoni a sdraio». Il 26 giugno partirà con il tour

Daniele Silvestri guarda la sdraio verde anni 60 un po’ malconcia e dice: «Ce la porteremo anche in tour». È il simbolo del nuovo album «Canzoni a sdraio», appunto. Uscirà venerdì. «Questa sedia rappresenta la rilassatezza con la quale è stato inciso il disco che ha un ritmo diverso dalla velocità alla quale siamo abituati. È un lavoro figlio di un’urgenza imposta solo dal nostro piacere».

«Canzoni a sdraio», inciso in studio come se fosse un disco live, è stato registrato con il fagottista e trombettista Marco Santoro e il batterista e percussionista Davide Savarese. «Da un paio d’anni facciamo dei live acustici. Volevo fotografare un’intesa artistica irripetibile. Abbiamo messo insieme canzoni con un’anima pura, da mostrare in maniera più nuda che mai, senza fuochi d’artificio». 



















































Il lavoro dà nuova vita a 12 brani scritti dal 1985 al 2019. Più un inedito: «Sana e robusta Costituzione». «Racconta la storia meravigliosa che c’è dietro la nostra Costituzione, con i difetti e i suoi tantissimi pregi — racconta — Ed è stata la prima canzone incisa nei tre giorni che ci eravamo dati per registrare l’album. Mancava poco al referendum sulla giustizia. Avevo bisogno di buttare giù le parole che mi erano venute in testa. Non devo dire io cosa votare, però voglio che le persone si ricordino e scoprano perché la Carta è stata un momento tra i più alti della nostra storia». Silvestri, che ha sempre intrecciato le sue canzoni alla militanza civile, commenta le parole di Francesco De Gregori che ha criticato i proclami politici dal palco di colleghi come Springsteen. «Ha perso un’occasione per non dire nulla. Amo De Gregori ma non sono d’accordo con lui. Ognuno ha le sue opinioni, non è un obbligo per un artista prendere posizione, ma io non sono capace di descrivere il mondo senza dare la mia interpretazione». Aggiunge: «Springsteen? L’ho trovato strepitoso».

Fra le tracce dell’album compare «Illuso», composta a 17 anni: «Sembra scritta da un 70enne — scherza — Un adolescente oggi ha a che fare forse con una massificazione più accentuata, meno evidente: sembra che sia possibile tutto, ma manca l’originalità». «Il secondo a sinistra» era un brano scritto per Mina, mai pubblicato nella versione definitiva, «La classifica» (2002) ironizzava sulle graduatorie: «Era una facile profezia. Adesso la situazione è peggiorata, i giudizi si misurano con visualizzazioni e like, che non c’entrano niente con la qualità e il merito di una produzione musicale».

E se Cesare Cremonini ha messo in pausa gli stadi, Daniele Silvestri — che partirà il 26 giugno con il nuovo tour e pensa a un progetto tv da realizzare in autunno attraverso il crowdfunding — non rinnega i grandi palchi come il Circo Massimo: «Una bolla meravigliosa fatta con i miei due amichetti capelloni (Fabi e Gazzè ndr). Non si lavora “contro”. Magari fai qualcosa “per” pochi: è l’esigenza di dare sfogo a una parte di te che non condivideranno tutti».

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9 giugno 2026 ( modifica il 9 giugno 2026 | 18:00)