Tralasciando il fatto che continuiamo a cantare a squarciagola sempre gli stessi pezzi perché sono evidentemente riusciti a rompere le barriere temporali a differenza della musica degli ultimi dieci anni, piegata a un consumo mordi e fuggi e soprattutto incapace di sfornare delle hit che ci ricorderemo non diciamo tra cinque anni ma anche tra un mese – con le dovute eccezioni, naturalmente. Come la meravigliosa La cura per me di Giorgia -, Super Karaoke ci ricorda che non c’è niente che unisca un gruppo di sconosciuti o, addirittura, una piazza intera come quella di Ferrara più della musica. Musica che è, dopotutto, considerata il linguaggio universale capace di mettere in comunicazione mondi diversissimi uniti dall’amore per l’armonia e le note – pensiamo, infatti, al meraviglioso film The Mission di Roland Joffé.

Michelle Hunziker, in questo, è una padrona di casa accogliente, brillante nel tenere le fila sia della gara canora che dei suoi inviati che scendono in piazza proprio per andare a prendere coloro che non vedono l’ora di destreggiarsi con il karaoke, anche se c’è un ma. Questa edizione di Super Karaoke è stata girata diversi mesi fa e congelata fino a oggi andando, quindi, in onda a giugno: vedere la stessa Hunziker e il pubblico intabarrati da giacche e maglioni è qualcosa che stona parecchio, soprattutto perché sappiamo che la televisione, specie quella italiana, sembra andare meglio quando dà l’impressione di essere in diretta. In questo, forse si poteva fare qualcosina in più. Non diciamo costringere il pubblico a indossare i cappotti in piena estate al concerto del Volo trasmesso poi a Natale, ma quantomeno pensare a una data di messa in onda più ravvicinata per non creare questo cortocircuito.