di
Andrea Laffranchi
Sette date negli stadi per la popstar: in 51 mila a Milano
Sono passati 30 anni. Eros Ramazzotti si ripresenta a San Siro. «Milano è la mia seconda città, sono arrivato con un peso al centro dello stomaco, quindi vuol dire che l’emozione è sempre tanta», spiegava Eros martedì prima di andare in scena con questo show che sta girando i palazzetti con 70 date in 30 Paesi e 7 stadi qui in Italia.
Palco inclinato, due passerelle vanno verso il prato tanto da sembrare un ragno gigante. L’inizio è affidato alla voce di Eros fuori campo: racconta le mille cose che ci combina la vita — ma alla fine chi la capisce? — ed ecco «Taxi Story». «Un’emozione per sempre» fa scattare i cori. Nei visual di «Un cuore con le ali» sui megaschermi appare il faccione del grande amico scomparso, Pino Daniele. «Pino dove sei? Quanto mi manchi», sussurra Eros.
Provano a colmare il buco sentimentale altri amici. La prima ad arrivare è Giorgia per un duetto su «Quanto amore sei»: «Umanamente è un fratello, musicalmente un maestro», aveva detto in giornata. Max Pezzali, già ospite a Copenhagen, si esibisce su «Come nei film», loro recente collaborazione: «Ha tempi comici imbattibili: la nostra amicizia va avanti». A Elisa tocca l’emozione di «Buona stella»: «Una delle cose della musica italiana che mi sono arrivate sin da subito, nonostante da piccola ascoltassi più musica straniera».
Due ore di show con 24 brani in scaletta: buona notizia, solo chi ha paura di deludere i fan perché non crede nelle proprie canzoni sbrodola. Seconda buona notizia: la band, nove musicisti e tre coriste, si diverte, perché — no, non è scontato — si suona tanto alla faccia delle basi e delle sequenze.
Sorpresa del pubblico per celebrare il compleanno tondo tondo di uno dei classici del repertorio di Eros (e della canzone italiana). Tutti in piedi ad agitare dei fogli di plastica e comporre, al secondo anello la scritta «1986 Una storia importante 2026» in nero e arancio, e, sul prato un patriottico tricolore.
Un doppio momento di riflessione apre l’ultima parte dello show. Durante «Se bastasse» un albero composto da parole come «accoglienza», «tolleranza» e «rispetto» sembra voler abbracciare il pianeta.
Per «Musica è», il cambiamento climatico diventa protagonista del racconto per immagini. «Io ho sempre cantato canzoni un po’ più leggere, ma ho sempre cercato di sollevare anche temi come la guerra, i problemi dell’infanzia, dei bambini maltrattati: questo è la base di tutto per me — commentava Eros —. C’è bisogno di giustizia, io penso che nel mondo molta gente voglia questo».
9 giugno 2026
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