di
Piero Di Domenico

Creatore del portale UniversoPoesia, aveva seguito la raccolta «La linea del Sillaro» sulla poesia dell’Emilia Romagna, collaborato con il Centro di Poesia contemporanea dell’Alma Mater e scritto su «L’Unità». Era attivista del Pd

E’ stato per anni un instancabile motore di iniziative legate al linguaggio che amava da sempre, la poesia. Matteo Fantuzzi, scomparso dopo una lunga malattia, era nato nel 1979 a Castel San Pietro Terme ma viveva a Lugo di Romagna, in provincia di Ravenna, dopo essersi formato tra Bologna e Rimini. 

Al suo attivo varie raccolte, da “Kobarid”, che raccoglieva i primi segnali del precariato moderno, a “La stazione di Bologna” per Feltrinelli, con cui aveva vinto il Premio Achille Marazza 2018



















































I versi di Fantuzzi, che allora aveva solo un anno, risuonano ancora oggi: “E’ lì che si comprende / il senso di una strage, / quando il silenzio avvolge e copre / senza scelta e senza distinzione / come la gente attorno a una stazione / che prende il treno per lavoro / o per le ferie, a inizio agosto / di mattina, come sempre”. 

La tragedia viene rievocata dal poeta tramite brevi annotazioni di cronaca accanto a una poesia che fa emergere il lato umano, “un padre che scava solo e a mani nude”, le valigie sparse, l’odore del tritolo, la prospettiva degli attentatori, “delle bestie perché non riconoscono più pietà”. 

Un linguaggio con cui Fantuzzi voleva mantenere vivo e contemporaneo quell’avvenimento. Nel segno dell’interesse per una «poesia civile» portata sempre avanti. Come attesta la sua entrata, un anno fa a Bologna, tra i nove finalisti delle “Targhe Officina Roversi” per la categoria “Poesia”. E’ vero, diceva Fantuzzi, che la poesia di oggi gran parte sia intimista e racconti vicende familiari, “ma io sono sempre stato affascinato dalla poesia civile e con questa modalità cerco di avvicinarmi alle vite degli altri”. 

Innumerevoli i suoi testi apparsi su riviste come “Nuovi Argomenti”, “Il Verri”, “Yale Italian Poetry”, “Italian Poetry Review”, “Gradiva”. Fantuzzi aveva anche curato le sezioni “Creative Writing” e “Anthologies” della rivista “Mosaici” della St. Andrews University (Scozia), diretto la collana di poesia contemporanea della Ladolfi Editore e la rivista cartacea “Atelier”. 

Oltre a essere creatore del portale UniversoPoesia, aveva seguito la raccolta “La linea del Sillaro” (Campanotto) sulla poesia dell’Emilia Romagna, collaborato con il Centro di Poesia contemporanea dell’Alma Mater e scritto su “L’Unità”. 

Impegnato anche in politica con il Pd, come coordinatore per la Bassa Romagna. In un’intervista di pochi anni fa aveva detto: «Io credo che dovremmo ripartire da lettura della poesia, amore per la poesia, sostegno della critica e metodo, tantissimo metodo. Col metodo saremo in grado di comprendere quello che è mediocre e gioire viceversa per quello che non lo è e che magari avrà la giusta attenzione letteraria».


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9 giugno 2026 ( modifica il 9 giugno 2026 | 21:25)