Cortona (Arezzo), 9 giugno 2026 – “È stata una bella giornata”. Inizia così il lungo e intenso racconto che Jovanotti ha postato su Instagram, dove il cantautore ha condiviso una fotografia scattata insieme alle monache clarisse di Cortona e una serie di ricordi personali che intrecciano fede, infanzia e legame con la sua città.

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“Le nostre vicine di casa a Cortona”
Le clarisse, scrive Jovanotti, “sono le nostre vicine di casa a Cortona” e tra loro c’è un rapporto che dura da anni. In particolare con la badessa, suor Luciana, che definisce “una giovane mistica con i piedi per terra e il cuore radioso”. Un rapporto fatto di dialogo e curiosità. “Ogni tanto capita di fare due chiacchiere, e di solito io la tempesto di domande e di curiosità su tutto, soprattutto su com’è vivere una vocazione così “acrobatica” come la clausura in un convento che è qui da 800 anni”.
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“La perfetta letizia”
Proprio suor Luciana lo aveva invitato tempo fa a partecipare a un incontro nella chiesa di San Francesco, che Jovanotti definisce “la chiesa più bella di Cortona”. Un invito accolto con l’ironia che da sempre lo contraddistingue. “Essendo io del tutto inadeguato all’occasione, è stata proprio la consapevolezza di non essere titolato a parlare di santità a farmi dire di sì”, racconta, ricordando anche la presenza del professor Grado Merlo, “grande esperto di storia francescana”, che ha guidato l’incontro. Durante l’appuntamento il cantante ha voluto soffermarsi su uno dei temi centrali del pensiero di San Francesco. “Ho voluto solo ribadire ciò che tutti sanno, ovvero che la “perfetta letizia” di cui parla il santo di Assisi è la più grande delle sfide lanciate all’umanità, e dopo 800 anni la questione è ancora apertissima in questo nostro tempo agitatissimo”.
I ricordi dell’infanzia
Ma è nella seconda parte del post che emerge il lato più personale del racconto. Jovanotti torna infatti con la memoria alla sua infanzia cortonese, quando frequentava il convento delle clarisse. “All’epoca aveva ancora le grate alle finestre e le suore si mostravano dietro a una tenda e non potevano uscire se non nel giorno del loro funerale, più o meno”, scrive.
Poi il ricordo, vivido, di quei pomeriggi estivi. “Ci venivo a tirare una campana nei pomeriggi caldissimi d’estate e una suora misteriosa che non aveva un volto e che ormai mi conosceva appariva in silhouette dietro alla grata e mi passava un bicchierino di vino dolce nella “ruota” (avevo 10 anni!) e i ritagli delle ostie non ancora consacrate che loro preparavano per le chiese del paese. Storie di altri tempi che mi porto nel cuore”, conclude il cantautore, spiegando di raccontarle ancora oggi alla figlia Teresa, che però continua a guardarle con un certo scetticismo. E infine il motivo della foto condivisa con i suoi follower: “Questa foto con tutte loro, quelle che ci vivono oggi, ce l’hanno scattata proprio oggi (ieri, ndr.) e mi fa piacere condividerla”. Insomma, un racconto intimo e affettuoso che restituisce l’immagine di un Jovanotti lontano dai palchi e vicino alle sue radici.