È successo con Fabio Fazio, poi con Amadeus e, infine, con Bianca Berlinguer passata proprio a Mediaset. E mentre sempre il sito di Davide Maggio spiega che sul piatto dell’offerta proposta a Milo Infante ci sarebbe la conduzione di un programma di prima serata ma anche un ruolo apicale in azienda dal punto di vista dirigenziale, viene da chiedersi quale sia la mossa migliore per il conduttore, che con Ore 14 si è spesso avvicinato al 10% di share. Inutile dire che, tra Rai e Mediaset, dal punto di vista di caselle da occupare sarebbe forse più opportuno per Infante restare in Rai, se non altro perché a Cologno Infante si troverebbe a condividere gran parte degli argomenti di cui si occupa Gianluigi Nuzzi a Quarto grado e a Dentro la notizia.
In Rai, al momento, Milo Infante conduce uno dei pochi programmi di informazione superstiti che funziona davvero, considerando che lo sbarco in prima serata di Ore 14 spesso è riuscito a battere proprio Quarto grado di Nuzzi. Infante, stimato da sempre dalla Lega di Matteo Salvini, per il momento non si sbilancia anche se, arrivati a questo punto, è ovvio che Mediaset punterà soprattutto sul piano economico. La Rai, invece, dovrebbe contrattaccare per cercare il più possibile di trattenere il conduttore anche se, a dirla tutta, non l’ha mai protetto abbastanza nell’ultimo anno e mezzo. Né quando Bruno Vespa ha protestato per la messa in onda in contemporanea di Porta a Porta e Ore 14 di Sera né quando è stata affidata a Tommaso Cerno una striscia informativa subito prima del suo programma su Rai2. Il quadro, insomma, è complesso, ma è ora che la Rai tiri fuori le unghie e difenda i suoi volti. Perché, se anche Milo Infante scegliesse di andare dall’altra parte, per il servizio pubblico sarebbe l’ennesima sconfitta non indifferente.