La rockstar di Cavriago non ha eredi — almeno non nel senso classico del termine. «I miei figli avranno poco da ereditare: avranno le camicie da notte e i miei abiti», ha ironizzato Orietta Berti ospite a La volta buona dell’8 giugno, scaricando ogni aspettativa con la sua consueta, impeccabile leggerezza. Ma Omar e Otis Paterlini, i due figli che ha cresciuto a distanza tra un concerto e l’altro, sono molto più di potenziali eredi di un guardaroba: sono la famiglia che ha tenuto insieme tutto.



Una madre in tournée

Prima di capire chi sono Omar e Otis, bisogna capire come sono cresciuti. Orietta Berti non ha fatto segreto del sacrificio che ha comportato la sua carriera: «Ho preferito non portarmi dietro i figli ma lasciarli a casa, dove vivevano mia madre e mia suocera. Di fatto li hanno allevati loro. I miei figli sentivano più mamme loro che me», ha raccontato al Secolo XIX. Una scelta consapevole, non un abbandono: «Ho preferito fare un sacrificio io, anziché chiederlo a loro. Per anni ho fatto i salti mortali per riuscire a stare un po’ con loro: a volte viaggiavo di notte solo per vederli un’oretta, al mattino, prima che andassero a scuola, e poi ripartivo».



Omar, il primogenito rocker

Omar Paterlini è nato il 3 agosto 1975 a Reggio Emilia. Chitarrista e bassista appassionato di hard rock, suona in arte con il nome Stacii negli Hollywood Vampires — storica band di Montecchio che nel luglio 2025, dopo quasi vent’anni di pausa, è tornata sul palco per festeggiare i suoi cinquant’anni. «Torniamo insieme dopo quasi vent’anni. Per noi non è un lavoro, non viviamo di questo. Ma è una grande passione», ha la scorsa estate Omar al Resto del Carlino, con cresta punk e look che non passa inosservato — proprio lui, il figlio riservato della cantante più esuberante d’Italia. Il suo idolo è Nikki Sixx dei Mötley Crüe.


Negli ultimi anni ha affiancato la madre nel lavoro, raccogliendo il testimone prima di Osvaldo e poi di Otis. «Lavorare con mia mamma è fantastico.

Ma non è semplice. È una perfezionista, vuole che tutto fili senza errori. Ha più energia di tutti noi», ha confessato in passato. Della famiglia ha imparato soprattutto un valore: «A mamma e papà devo moltissimo. Mi hanno insegnato l’onestà». 

Otis, l’ex cestista che si sposa

Otis Paterlini, nato il 18 febbraio 1980, ha alle spalle una carriera nel basket semi-professionistico in Serie B e C in Emilia-Romagna, prima di laurearsi in Scienze della Comunicazione — con una tesi dedicata proprio alla madre — e diventare il suo manager per oltre quindici anni. Ora è al centro di un momento di svolta familiare: nell’intervista dell’8 giugno a La volta buona, Orietta ha rivelato che il figlio si sposerà il 13 giugno. «A me non piace andare ai matrimoni, ma a quello di mio figlio ci devo andare per forza», ha detto, aggiungendo il suo metodo infallibile contro la pioggia: «Se c’è brutto tempo vado dalle suore di Correggio, porto le uova e loro pregano tutta la notte. Il giorno dopo verrà il bel tempo». Otis è già padre di due figlie, Olivia e Ottavia, avute con la compagna Lia Chiari, psicologa e assistente sociale al Tribunale di Parma.



La regola della O e l’eredità di vestiti

Nella famiglia Berti-Paterlini tutti i nomi iniziano con la O: Orietta, Osvaldo, Omar, Otis, Olivia, Ottavia — e persino i cani si chiamano Otello e Olimpia. Un dettaglio che Orietta ama raccontare. Quanto all’eredità materiale, non ha dubbi: «I miei figli avranno poco da ereditare: avranno le camicie da notte e i miei abiti», ha ironizzato a Leggo l’8 giugno. I quattromila vestiti indossati una sola volta finiranno in beneficenza — o ai figli. Il resto lo spende lei.




Ultimo aggiornamento: mercoledì 10 giugno 2026, 11:13





© RIPRODUZIONE RISERVATA