Saluta la Sampdoria per fine contratto l’attaccante che ha contribuito a due salvezze e 17 reti in tutto: “All’andata ne avevo fatte 9, poi le scelte tecniche…”. “I gol? Se una squadra gioca per vincere do il meglio”
Il re è libero. A Massimo Coda è scaduto il contratto con la Sampdoria e, se le due salvezze (una al playout) restano il minimo sindacale, il ricordo più splendente è il record di 144 reti in B. Chissà se mai nascerà qualcuno in grado di superarlo, sapendo che lui lo vuole migliorare ancora. A 37 anni, con tanti gol ancora in canna. Chissà dove.
Diciamo la verità: per lei l’unica cosa lieta di questo biennio alla Sampdoria è stata il record…
“Sì. Sono stati due anni pesanti, a lottare per non retrocedere, cosa che l’ambiente non accetta. E nemmeno io: sono più utile in una squadra che vuole vincere, da sempre, lo dice la mia storia”.
Saluta Genova dopo aver vestito la maglia delle due squadre: una foto per ognuna?
“Al Genoa la promozione, facile. Alla Samp, nonostante tutto, ho ricevuto amore dalla gente”.
La Samp ha avuto il peggior attacco della B con 35 gol: i suoi 9 hanno più valore?
“I miei 9 gol li ho fatti tutti all’andata, poi nel ritorno ho avuto poche opportunità per segnare”.
In effetti zero gol nel ritorno sono una stranezza.
“Un po’ per scelta tecnica, un po’ per un piccolo infortunio, sono stato fuori (9 presenze, solo 1 intera, ndr): peccato, sarei arrivato a 15 gol. Ma senza i 9 dell’andata chissà come sarebbe finita…”.
Paradossalmente, nell’anno in cui la B ha fatto il record di gol (973, il massimo nel torneo a 20 squadre), lei ha segnato di meno. Però ha superato quota 135, il record precedente di Schwoch.
“Se una squadra gioca per vincere, io do il meglio. Se non dominiamo il campo, io soffro”.
In due stagioni alla Sampdoria ha totalizzato solo 17 reti: avrebbe potuto fare di più?
“C’è anche quello del playout con la Salernitana, che non conta per il record ma che è stato pesante per salvarci. Pensavo di far meglio il primo anno, ma abbiamo sempre creato poche occasioni”.
In effetti la Samp, da quando è caduta in Serie B, non ne sta proprio azzeccando una…
“Chi affronta la Samp mette sempre qualcosa in più. In campo lo abbiamo visto spesso. Giocando per non perdere siamo diventati giocatori normali, senza riuscire a incidere come si dovrebbe fare in una piazza così. Però non ci sono stati errori plateali da parte della società: forse soltanto l’esonero di Pirlo dopo sole tre partite il primo anno”.

Era già rimasto senza contratto?
“Dopo Benevento, nell’estate del Covid, ho firmato il 24 agosto col Lecce. Mi chiamò Corvino dopo la retrocessione e non ci ho pensato due volte: lì forse ho scritto la pagina più bella della carriera”.
E adesso qualcuno l’ha già chiamata?
“No, ma spero di trovare squadra prima del ritiro: ho bisogno di allenarmi coi compagni per entrare subito in forma, senza dover aspettare tanto”.
A 37 anni cosa può ancora dare Coda?
“Guardate i miei primi 6 mesi di questa stagione: con fiducia ho dimostrato di poterci stare. Quindici gol in una squadra che vuole vincere li posso fare”.
Obiettivo quota 150 per allungare il record?
“Poco poco. Credo sia giusto puntare a 160”.
Il più bello di tutti quelli segnati quale resta?
“Tutti quelli al volo”.
Che sensazione è essere nella storia della B?
“Me la godo solo adesso. Quando ho fatto il gol del record avevamo perso 3-1 a Bolzano: come potevo festeggiare? Però i compagni, la settimana dopo, prima di un allenamento a Bogliasco, mi hanno fatto il pasillo d’onor con l’applauso, e uno sponsor mi ha regalato un viaggio. Sarebbe stato fantastico fare il record con un gol vittoria a Marassi”.

“Temo Pohjanpalo (è a 74, ndr), ma dovrebbe fare quattro anni sopra i 20 gol… Io ho fatto l’esordio a 26 anni e in dieci anni ho fatto il record: chi oggi fa 20 gol all’anno per 6-7 anni e decide di restare in B?”.
Il più forte attaccante che ha visto in B?
“Dico Pio Esposito, così è contento Salvatore”.
Un difensore che spera di non trovare più?
“Meno male che ha smesso Fabio Lucioni”.
Quando smetterà di giocare, potrebbe insegnare ai giovani a segnare. Ci ha pensato?
“Ci penserò tra 3 anni. Ora devo segnare ancora”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA