L’attrice candidata al Premio Oscar interpreta Margaret Fairchild, una meteorologa televisiva di Kansas City che, durante una diretta, viene improvvisamente sopraffatta da una misteriosa forza extraterrestre. La sequenza culmina in un momento cruciale in cui il suo personaggio inizia a comunicare attraverso un inquietante linguaggio alieno. Per realizzare questa scena, Blunt ha scelto di non ricorrere all’uso dell’intelligenza artificiale. La diva ha infatti registrato personalmente tutti i suoni e le vocalizzazioni utilizzati nel film, dando vita a una performance di circa quattro minuti senza alcun intervento vocale generato con la tecnologia. Blunt ha quindi registrato una serie di clic, vocalizzi, mormorii, consonanti distorte e respirazioni insolite, mentre i microfoni posizionati sul set catturavano ogni sfumatura della sua interpretazione. Successivamente, il sound designer Gary Rydstrom ha elaborato il materiale registrato, trasformandolo nell’inquietante voce aliena che si ascolta nel film. Il risultato è una delle sequenze più particolari e ambiziose di Disclosure Day.
Disclosure Day è più attuale che mai
Disclosure Day, ovvero «Il giorno della rivelazione», arriva in un momento in cui il tema degli UFO, oggi definiti UAP (Unidentified Anomalous Phenomena), è tornato al centro del dibattito pubblico negli Stati Uniti. Negli ultimi anni, diversi membri del Congresso hanno chiesto maggiore trasparenza sui dossier governativi riguardanti questi fenomeni, mentre l’amministrazione Trump ha avviato la declassificazione di documenti e materiali relativi agli UAP. Pur non contenendo prove definitive dell’esistenza di vita extraterrestre, i file resi pubblici hanno riacceso l’interesse dell’opinione pubblica per il tema della cosiddetta «Disclosure», ovvero la possibile rivelazione di informazioni finora tenute segrete dal governo. In questo contesto, il nuovo film di Spielberg appare particolarmente attuale, immaginando le conseguenze di una rivelazione che potrebbe cambiare per sempre il destino dell’umanità.
Gli X-Files che hanno ispirato Spielberg
L’idea del progetto sarebbe nata dopo la lettura, nel 2017, della celebre inchiesta del New York Times sul programma segreto del Pentagono dedicato allo studio degli UAP, accompagnata da video girati da caccia militari che documentavano presunti «incontri ravvicinati» con oggetti non identificati. Lo stesso regista ha però ammesso di preferire ancora il termine «UFO», più tradizionale.
Ossessione aliena
Disclosure Day è il quarto film di Spielberg che tratta direttamente il tema degli alieni – dopo Incontri ravvicinati del terzo tipo del 1977, E.T. del 1982 e La guerra dei mondi del 2005.