Dare all’Italia un grande operatore tecnologico, un campione nazionale capace di guidare i processi di trasformazione e innovazione. L’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Poste su Tim ha questo orizzonte come obiettivo. «Come dico sempre agli investitori», ha spiegato l’amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, a colloquio con il direttore del Messaggero, Roberto Napoletano, nel corso del convegno Futuro Capitale, «in tutti i Paesi esiste sempre un operatore tecnologico o di comunicazione di riferimento».

Del Fante: «Con Tim un campione nazionale»

La maxi-operazione da 10,8 miliardi per arrivare alle nozze con il gruppo delle tlc guidato da Pietro Labriola ha questa «ambizione alta», ha spiegato il top manager. «L’accelerazione digitale avviene ora», ha sottolineato ancora Del Fante, «Tim è in una posizione eccezionale per poterla accompagnare e noi saremo di sostegno come azionisti stabili e di lungo periodo».

Le basi per l’operazione sono state gettate negli anni passati. L’amministratore delegato ha definito gli ultimi nove anni la “fase 1”. Un percorso nel quale il gruppo ha deciso di non chiudere gli uffici più piccoli e di mantenere i dipendenti, con la volontà di usare la capillare presenza fisica lungo tutta la penisola per accompagnare «il lancio del digitale».

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L’operazione Tim rappresenta la seconda fase di questa strategia, costruita prima con una quota del 10% dell’operatore tlc, poi rilevando la partecipazione di Vivendi, diventando il maggiore azionista e, infine, lanciando il progetto di integrazione. Una strategia che rientra nella più generale diversificazione delle attività. «La paura che avevamo anni fa era vedere arrivare operatori tecnologici, per lo più americani, che venivano a prendere i nostri mercati», ha sottolineato ancora Del Fante. Poste ha quindi deciso di occupare gli spazi a disposizione, trasformando la società in una conglomerata che spazia dalla consegna dei pacchi al risparmio, dalle assicurazioni fino alle forniture di energia e alle tlc.

«C’era un trend sull’e-commerce e abbiamo cercato di accompagnare le consegne, poi il trend sui pagamenti. Poi abbiamo coperto lo spazio dei contratti per la casa in ambito energetico. L’idea è di non lasciare alcuno spazio scoperto», ha spiegato il manager. Nel caso dovesse arrivare un operatore over-the-top, «da noi deve passare».

LA SFIDA

La sfida digitale, che vede i colossi della Silicon Valley e le aziende cinesi in prima fila, passa ora dalla capacità di scegliere la tecnologia migliore. Il futuro, ha concluso Del Fante, passa anche dall’avere competenze tali da capire quali aziende stanno grandi investimenti in campo tecnologico, per poi poter prendere «quei pezzetti che consentono di accompagnare» la crescita e l’economia.


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