La dirigenza nerazzurra ha da tempo messo nel mirino l’inglese del Liverpool, per cui però c’è ancora distanza tra domanda e offerta. Così negli ultimi giorni è emerso pure il nome del francese dell’Udinese
Giornalista
10 giugno – 16:53 – MILANO
Da una parte, l’investitura era stata una di quelle importanti, pesanti, quasi rischiose: “Per me Atta è una via di mezzo tra Bellingham e Zidane – ha rivelato il direttore tecnico dell’Udinese, Gianluca Nani -. Pensate che valore gli diamo…”. Dall’altra, l’Inter si augura che puntando su Jones del Liverpool il centrocampista inglese possa replicare l’ottimo percorso vissuto da Scott McTominay a Napoli. Un buon giocatore per la Premier League diventato in tempi rapidissimi determinante in Serie A. In ogni caso, e pure oltre il reparto arretrato su cui sono principalmente concentrate le attenzioni degli uomini mercato nerazzurri in questi giorni, comincia a prendere sempre più forma l’impronta della nuova Inter per la prossima stagione. Che anche a centrocampo vivrà una piccola rivoluzione.
perché jones—
Base di partenza: l’Inter è da tempo entrata in una fase di trattative ben più avanzata con Jones rispetto che con Atta. L’inglese del Liverpool è stato vicino a gennaio, ha chiesto a Chiesa come si vive in Italia, è attratto da una nuova vita dopo un’intera carriera in Premier League e ha già una bozza di accordo sul piano personale con la società nerazzurra. Resta, e non è certamente un dettaglio, una distanza di circa 10 milioni tra l’offerta interista e la richiesta Reds. Ma lo staff tecnico vede Jones come candidato ideale per andare a sostituire il partente Frattesi. L’inglese può contare su una duttilità notevole, nasce centrocampista puro ma in Inghilterra ha giocato un po’ ovunque: sulla trequarti, attaccante esterno, mediano davanti alla difesa e persino quinto a tutta fascia quasi in veste di terzino. Ma il disegno di Chivu lo porterebbe al centro, mezzala, a comporre un centrocampo di qualità assoluta in compagnia di Barella, Calhanoglu, Zielinski, Sucic e con il jolly Mkhitaryan pronto a subentrare in ogni occasione. Mica male, se davvero l’inglese dovesse avere l’impatto che ha avuto McTominay sulla Serie A.
Jones ha 25 anni ma conta più di 150 presenze con il Liverpool (oltre ad una Champions, due Premier, un Mondiale per Club e svariati altri trofei in bacheca) e corrisponde esattamente a quello “straniero di esperienza” citato da Marotta quando il presidente nerazzurro ha stilato le caratteristiche che l’Inter avrebbe ricercato in estate. Non più tardi di un anno fa, il noto portale specializzato in calciomercato Transfermarkt quotava la valutazione del cartellino di Jones sui 50 milioni di euro. Una cifra che considerando età e qualità del centrocampista avrebbe potuto impennarsi ulteriormente, ma che è scesa a 35 a causa di un utilizzo diminuito e soprattutto del contratto in scadenza tra un anno appena. Eccolo, il cavillo attorno cui il club nerazzurro intende far leva per assicurarsi un profilo di primissimo piano a cifre contenute.
perché atta—
Nell’incontro tra Udinese ed Inter di martedì, oltre al nome di Solet – per cui era effettivamente stato organizzato il meeting, con tanto di offerta dei nerazzurri alzata – è emerso pure quello di Arthur Atta. Un profilo che piace e ad oggi nulla più, ma comunque molto apprezzato dall’Inter nel caso in cui dovesse naufragare la trattativa con il Liverpool per Jones. Una valida alternativa. Diversa rispetto all’inglese in termini prettamente tecnici, ma comunque adattabile alla squadra. Perché pure il francese ha una duttilità notevole, anche se più in zona offensiva che verso il centro del campo. Nella stagione da poco conclusa, il nativo di Rennes è nato mezzala ed è lì che più è stato impiegato, ma ha giocato anche esterno alto, ala a supporto di Davis o a tutta fascia a partita in corso. Il paragone con Zidane e Bellingham, con le dovute proporzioni, non va considerato folle: Atta è uno di quei centrocampisti eleganti, rapidi, forti fisicamente. Da cui magari non ci si aspetta la giocata di fino a causa del fisico imponente ma che invece puntualmente viene fuori. Uno da “suolata”, per intendersi.
E l’Inter lo sa bene, perché il primo centro del 23enne in Serie A era arrivato proprio all’alba della stagione, nella seconda giornata di campionato vinta dall’Udinese a San Siro contro i nerazzurri. Inserimento, conduzione, destro a giro ma potente verso il palo lontano. La prima gioia dopo un anno di apprendistato in Italia in cui non erano arrivati gol. In totale ne ha segnati 5, regalando anche 4 assist e attirando l’attenzione di svariati club sul mercato. Tra cui quella dell’Inter, che nelle prossime settimane potrebbe pure trasformarsi in qualcosa di più rispetto ad un semplice monitoraggio.
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