Il ct inglese prende spunto dalle Finals: dopo le pause per il caldo, la squadra avrà situazioni già codificate per sorprendere gli avversari. Guehi svela: “C’è una sorta di playbook che stiamo imparando”
Thomas Tuchel ha deciso di non lasciare niente al caso nel tentativo di far vincere all’Inghilterra il suo primo Mondiale dal 1966. Giocatori in ritiro in Florida dal primo giugno e in campo nelle ore più calde per abituarli a temperatura e umidità previste durante il torneo in Usa, Messico e Canada. Gestione maniacale degli allenamenti e tanti momenti di squadra per fare gruppo. Un’amichevole con una squadra di quarta divisione Usa, il Miami United, per equilibrare il numero di minuti che ogni giocatore avrà nelle gambe prima del debutto con la Croazia di mercoledì prossimo. C’è anche un altro dettaglio che lo staff del primo ct straniero dell’Inghilterra dopo Fabio Capello sta studiando: la gestione della partita dopo i “water break”, le pause di 3’ che la Fifa ha introdotto per combattere il caldo. Per farlo, lui e il suo staff stanno prendendo esempio da una delle attrazioni serali più popolari per l’Inghilterra durante il ritiro a West Palm Beach: le Finals Nba tra New York Knicks e San Antonio Spurs.
TIMEOUT—
I water break ovviamente non saranno come i timeout del basket. Sono pause fissate nel corso della partita, non interruzioni che un allenatore può chiamare a proprio piacimento, per interrompere un attacco avversario o per sistemare le cose in campo. Tuchel e il suo staff, però, vogliono assicurarsi di sfruttare ogni momento. Senza arrivare agli estremi di Mauricio Pochettino, che durante un water break dell’amichevole tra Usa e Senegal ha tirato fuori un portatile e coi suoi giocatori attorno ha spiegato la prossima fase del match, Tuchel e il suo staff stanno pensando di ricorrere a una lavagna con dei magneti, ma di usare le pause nel match per cambiare il corso della partita. E per questo, come in Nba, stanno pensando a una serie di giocate che nel basket si chiamano Ato, after time out, schemi fissi a cui ricorrere dopo una pausa per ottenere qualcosa di specifico nell’immediato, che sia un canestro o una difesa. Tuchel ovviamente sa bene che il calcio non è il basket, ma nella sua cura maniacale dei dettagli sta guardando anche a questi: non solo non vuole che l’Inghilterra sia impreparata a una ripartenza (tre minuti di interruzione non sono pochi), ma vuole anzi che i suoi la sfruttino nel migliore dei modi. Soprattutto per il pressing.
DETTAGLI—
“Stiamo lavorando su tante cose diverse e scegliere il momento in cui attaccare o in cui rallentare la partita è una di quelle che vogliamo gestire – ha svelato Marc Guehi nella conferenza stampa prima dell’amichevole col Costarica, l’ultimo test ufficiale dell’Inghilterra prima del debutto -. C’è un modo specifico in cui l’allenatore vuole che giochiamo in ogni specifico momento della partita e c’è una sorta di playbook che stiamo imparando. È utile, un copione da seguire e azioni a cui ricorrere, magari quando non pensiamo che la partita stia andando come vogliamo noi”. Tuchel non potrà segnalare all’arbitro che vuole fermare il gioco e strigliare i suoi giocatori, come succede in NBA, ma col suo staff sta comunque mettendo insieme una serie di azioni, di copioni, da usare immediatamente dopo i water breaks. Ogni dettaglio può fare la differenza: i calci piazzati che in Premier quest’anno sono stati così determinanti, i movimenti della difesa, il pressing e l’identità di squadra, l’abitudine al caldo e all’umidità. Gli schemi dopo i water break sono gli ultimi della lista: l’obiettivo è far vincere il Mondiale all’Inghilterra, meglio essere preparati a tutto. Anche a come fare la differenza dopo tre minuti di sosta per rinfrescarsi.
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