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Gian Guido Vecchi, inviato a Barcellona

Il pontefice si prepara all’ultima a tappa del suo viaggio spagnolo, le isole Canarie sulla rotta dei migranti dall’Africa

BARCELLONA –  Cala la notte e alla fine la croce a quattro bracci sulla Torre di Gesù proietta fasci di luce tutt’intorno, «sì, la luce di Cristo brilla nelle tenebre, anche se le tenebre non l’hanno accolta» dice il Papa e la citazione è mirata, Gaudí conosceva bene il prologo del Vangelo di Giovanni e considerava la luce il materiale più prezioso, l’architettura stessa era anzitutto lo sforzo di dare ordine alla luce, come tra le navate della Sagrada Família. Per questo Leone XIV richiama le parole di Benedetto XVI, la basilica dell’architetto catalano come «segno visibile del Dio invisibile», e la definisce «una catechesi eloquente fatta di pietre, di colori e di luce», una tradizione che prosegue: «Nella sua saggezza, la Chiesa rinnova così la Biblia pauperum delle antiche cattedrali. In questo tempio d’immagini appare ancor più evidente come l’arte e la bellezza siano eminenti canali di evangelizzazione».

La messa a cento anni dalla morte di Gaudí

Per questo, nella messa celebrata a cento anni dalla morte di Gaudí, prima di benedire all’esterno la Torre più alta appena completata, il Papa non rinuncia a riassumere ciò che aveva spiegato lunedì al Congresso dei deputati di Madrid, una catechesi in forma di omelia per ripetere l’essenziale: «Non possiamo credere in Gesù e fare guerra. Non possiamo credere in Gesù e uccidere l’innocente prima ancora che nasca. Non possiamo credere in Gesù e abbandonare chi soffre, chi piange, chi fugge dalla miseria». 



















































La Sagrada Família è colma di fedeli, fuori dalla chiesa migliaia di persone seguono dai maxischermi, sono arrivati pure il re Felipe VI con la regina Letizia, seduti accanto all’altare. Il Papa si prepara all’ultima a tappa del suo viaggio spagnolo, le isole Canarie sulla rotta dei migranti dall’Africa, al mattino ha visitato un carcere e quindi, al santuario di Montserrat, reso omaggio alla Madonna patrona della Catalogna «per affidarle, pieno di fiducia nella sua intercessione materna, il mio servizio petrino e la missione della Chiesa nel mondo, che grida chiedendo giustizia e pace». 

Barcellona, Papa Leone XIV celebra messa nella Sagrada Familia: «Non possiamo credere in Gesù e fare la guerra»

Prima di andare alla Sagrada Família, ha risposto alle domande di alcuni bambini, nella chiesa di San Augustí, e parlato con loro anche di calcio: «Da ragazzo giocavo in difesa, non ero un grande goleador…Chi non sa passare la palla, anche se ha talento, non ha ancora capito il gioco. E chi non sa vivere con gli altri e per gli altri, non ha ancora capito la vita».

La preghiera sulla tomba dell’architetto

Nella basilica, «segno di unità e di concordia per tutta la Spagna», Prevost arriva a citare una frase di Gesù riportata da Giovanni: «Se non crederete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Parole che «non sono affatto minacce, né un ricatto» ma «un invito di salvezza», dice: «Davanti alla minaccia del male, il Signore è sempre con noi, sempre per noi». L’opera di Gaudí è «molto più di un monumento», fa notare: «È ancora oggi un cantiere, che ci ricorda come la vita cristiana sia sempre un cammino, perché si tratta di un progetto, che Dio porta a compimento». 

Prima della messa, Prevost è sceso a pregare davanti alla tomba dell’architetto. Fuori dalla cripta, una bambina cieca gli ha spiegato la struttura della chiesa attraverso un modello accessibile al tatto. L’elogio del genio che diventerà beato, nelle parole di un Papa, non potrebbe essere più grande: «Come architetto ardente di fede, il venerabile Antoni Gaudì pensò questi spazi volendo raccontare i misteri della vita del Signore: in tal modo ci ha proposto un pellegrinaggio spirituale, che porta all’incontro con Cristo». Al tramonto Leone XIV esce dalla chiesa per benedire dall’esterno la Torre di Gesù Cristo: «Questa Croce brilla di giorno, riflettendo la luce del sole, e brilla di notte, illuminando la città come faro aperto sul Mediterraneo».

Barcellona, Papa Leone XIV celebra messa nella Sagrada Familia: «Non possiamo credere in Gesù e fare la guerra»


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10 giugno 2026 ( modifica il 10 giugno 2026 | 22:16)