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In Francia è ancora polemica per l’omicidio della piccola Lyhanna, uccisa dal pedofilo recidivo Jérôme Barella. Dopo il caos degli ultimi giorni, il fratello dell’uomo è stato fermato con l’accusa di aver stuprato due sue ex compagne. Yannick Barella, questo il nome del fratello dell’uomo accusato di aver ucciso Lyhanna, è stato messo sotto inchiesta e successivamente rilasciato e posto in libertà vigilata. La procura ha fatto appello dopo questa ultima decisione, presa dal giudice delle libertà. Yannick Barella era stato posto in stato di fermo lunedì nel commissariato di Auch, nel sud-ovest della Francia, per lo stupro della sua ex compagna, con la quale aveva avuto una relazione dal 2007 al 2011. Poco dopo, una seconda denuncia è giunta agli inquirenti, anch’essa per fatti risalenti al 2018, anche in questo caso per stupro durante la relazione fra i due. I fatti non sono collegati con il caso della piccola Lyhanna. Nella stessa giornata di lunedì, la procura di Montpellier, nel sud, aveva annunciato che il padre di Jérôme e Yannick Barella era stato denunciato per lo stupro di una delle sue nipoti, nel 2013. Questa denuncia era stata archiviata nel 2021. «Il padre di Jérôme non è stato indagato ma è interrogato come testimone informato» nella vicenda, riguardante fatti che sarebbero stati commessi fra il 2010 e il 2013, quando la nipote aveva fra i 10 e i 13 anni, secondo il sostituto procuratore di Montpellier, Jean-Marc Soriano.


APPROFONDIMENTI

Lecornu ammette mancanza risorse giustizia e annuncia decreto

Il primo ministro francese Sebastian Lecornu ha riconosciuto che c’è un problema di «risorse» nel sistema giudiziario, che «vanno aumentate» e ha annunciato un decreto di prossima pubblicazione che prevede «l’obbligo di motivare» l’archiviazione delle denunce di abusi su minori.

Parlando al Senato sul caso di Lyhanna, la bambina di 11 anni uccisa da un pedofilo noto alle autorità dal 2017 per numerose denunce per violenze sessuali e mai arrestato, Lecornu ha detto che ci sarà «verrà disciplinato da un decreto l’obbligo per il pubblico ministero di motivare l’archiviazione di un caso che coinvolge un minore, soprattutto se si tratta di un reato sessuale». Parlando dopo un minuto di silenzio in ricordo di Lyhanna, Lecornu ha detto che «la stesura di tale decreto è già in corso e lo emanerò a breve, insieme al ministro della Giustizia».Macron: caso Lyhanna mette a rischio la fiducia nelle istituzioni

 Il presidente francese, Emmanuel Macron ha dichiarato oggi in consiglio dei ministri a Parigi che il caso Lyhanna presenta «chiare carenze» da parte della pubblica autorità e mette a rischio la «fiducia nelle nostre istituzioni». È quanto dichiarato dalla portavoce del governo, Maud Bregeon, al termine del consiglio dei ministri a Parigi. Secondo la portavoce, Macron ha espresso «il cordoglio della nazione» nonché un messaggio di «affetto e solidarietà alla famiglia» di Lyhanna. Quindi il monito affinché «il rispetto, il sostegno e la decenza abbiano la meglio» sul tutto il resto. Commentando le recenti polemiche Macron ha poi detto che «non si risponde a un dramma con le grida. La precipitazione e la demagogia non sono risposte all’altezza», ha ammonito. Intervistata in mattinata su Public Sénat, la stessa Bregeon aveva difeso l’operato di Gérald Darmanin, il ministro della Giustizia al centro delle polemiche, ritenendo che le sue dimissioni «non cambierebbero gli errori» commessi.


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