“Con rispetto per tutti voi, per la vostra passione e per la storia che rappresentate, credo sia arrivato il momento di aprire una fase nuova: più dialogo, più ascolto, più responsabilità reciproca”. Così ha parlato il presidente della Lazio Claudio Lotito sulle pagine del Messaggero dove ha pubblicato una lunghissima lettera parlando a cuore aperto alla tifoseria dopo mesi (anni, ndr) di polemiche diventate sempre più roventi nell’ultimo periodo. Un primo passo verso il ricongiungimento per ricucire quello strappo profondo. Nel frattempo, in attesa della risposta degli Ultras e fra le voci di acquisizione da parte del senatore della Reggina, il titolo in borsa societario sale come non mai.
La protesta dei tifosi della Lazio
Niente abbonamento alla stadio e squadre sostenuta soltanto ai derby e in trasferta. Niente abbonamenti a Dazn o a Sky, le piattaforme che trasmettono le partite dei biancocelesti. Questa la strategia dei tifosi della Lazio che proseguono la loro contestazione alla gestione Lotito. Una scelta importante, e sofferta, ma che il tifo organizzato biancoceleste ritiene necessaria per dare un segnale a tutto il mondo. Una situazione che così arrecherebbe dei danni non indifferenti, sia a livello di immagine che a livello economico, al club biancoceleste.
Lotito scrive ai tifosi
Una lunghissima lettera quella di Lotito che si rivolge ai laziali per un “confronto più completo, più leale e più utile alla Lazio.Scrivo direttamente a voi. A chi vive la Lazio ogni giorno. A chi la segue allo stadio, in televisione, in trasferta, nei Lazio Club, nelle famiglie, nei quartieri, nei ricordi e nelle speranze. Scrivo a chi gioisce, a chi soffre, a chi critica, a chi pretende, a chi si arrabbia. Scrivo anche a chi oggi è distante, deluso, amareggiato. Non lo faccio per alimentare polemiche. Non lo faccio per chiedere indulgenza. Non lo faccio per dire che va tutto bene, perché non sarebbe vero e non sarebbe rispettoso della vostra intelligenza. Lo faccio perché sento il dovere, da Presidente della S.S. Lazio, di rimettere in fila alcuni fatti, alcune responsabilità e alcune prospettive. E soprattutto perché credo sia arrivato il momento di provare ad aprire una fase nuova: una fase di dialogo, di ascolto, di rispetto reciproco.La Lazio non è un’azienda qualunque. È storia, appartenenza, identità, sentimento. È una comunità popolare, profonda, orgogliosa. È una parte della vita di centinaia di migliaia di persone. Proprio per questo il confronto è legittimo. La critica è legittima. La contestazione fa parte della storia del calcio e della libertà dei tifosi. Ma il confronto deve restare dentro una cornice di rispetto, di verità e di responsabilità” – apre Lotito.
Il numero uno biancoceceleste sottolinea: “Si può non essere d’accordo con una scelta tecnica, con una strategia societaria, con una comunicazione, con una stagione sportiva. Si può criticare il Presidente, la società, il mercato, il rapporto con la tifoseria. Ma ridurre oltre vent’anni di lavoro, sacrifici, responsabilità personali, risultati ottenuti e battaglie istituzionali a una caricatura significa non leggere fino in fondo cosa sia diventato oggi il calcio moderno”. Lotito infatti precisa l’importanza di tenere i conti in ordine “Questa è stata, è e resterà una linea fondamentale. La Lazio deve competere, deve crescere, deve ambire alla vittoria. Ma deve farlo senza perdere dignità, autonomia, equilibrio e futuro. Il primo dovere di chi amministra un club non è inseguire l’applauso di un giorno. È garantire che quella società resti solida, libera e rispettata anche domani”, l’importanza del Flaminio “riqualificare un impianto storico, modernizzare l’esperienza sportiva, creare valore per il club e restituire centralità a un pezzo importante della città”, il centro tecnico di Formello. E ancora la globalizzazione del brand, la difesa del lavoro del ds Fabiani “l player trading, nel calcio moderno, non può essere considerato una parola proibita. E soprattutto non può essere confuso con una rinuncia all’ambizione. È, al contrario, uno strumento necessario per una società che vuole crescere, creare valore, difendere il proprio patrimonio tecnico e restare competitiva dentro un mercato sempre più complesso”. “La Lazio non può vivere di slogan” – continua Lotito – “Non può essere trascinata dentro una narrazione in cui tutto ciò che viene fatto è sbagliato per definizione e tutto ciò che viene promesso da altri è automaticamente migliore. La Lazio ha bisogno di critica, sì. Ma di critica leale. Ha bisogno di passione, non di distruzione. Ha bisogno di tifosi esigenti, non di una guerra permanente che rischia di indebolire proprio ciò che si dice di voler difendere. Non vi chiedo di essere sempre d’accordo con me. Non sarebbe giusto e non sarebbe nemmeno possibile. Vi chiedo però di ragionare insieme: di distinguere la critica dalla delegittimazione, la passione dalla distruzione, il dissenso dalla frattura insanabile. I ruoli sono diversi e devono restare tali. La società ha il dovere di decidere, programmare e assumersi responsabilità. I tifosi hanno il diritto di amare, giudicare, chiedere, pretendere. Ma entrambi, società e tifosi, hanno un interesse superiore: difendere la Lazio”.
“La Lazio non è ferma. La Lazio sta lavorando. La Lazio sta costruendo. E lo sta facendo dentro un calcio che cambia velocemente, dove servono nervi saldi, visione internazionale, senso istituzionale e capacità di resistere alle sirene di chi promette tutto e subito senza spiegare chi pagherà il conto. Io questo conto non l’ho mai voluto scaricare sulla Lazio. Ho sempre cercato di governarlo secondo un principio di responsabilità. Posso aver commesso errori, ma non ho mai trattato la Lazio come un bene qualsiasi. Non l’ho mai considerata merce. Non l’ho mai pensata come qualcosa da utilizzare e poi lasciare al proprio destino. Con rispetto per tutti voi, per la vostra passione e per la storia che rappresentate, credo sia arrivato il momento di aprire una fase nuova: più dialogo, più ascolto, più responsabilità reciproca. Senza strumentalizzazioni. Senza rese dei conti. Senza dividere la Lazio tra buoni e cattivi. La Lazio non appartiene a una polemica. Appartiene alla sua storia, ai suoi tifosi e al futuro che tutti abbiamo il dovere di difendere” – conclude il presidente della Lazio.
La Lazio sale in borsa
Intanto la Lazio fa volare le proprie azioni in Borsa. Infatti nella giornata di mercoledì 10 giugno la società ha fatto registrare il 5% a Piazza Affari ovvero 1,64 euro ad azione. Numeri così alti non si registravano da dicembre 2020. Una situazione che ha fatto pensare ai tifosi alla possibilità di una cessione del club da parte di Lotito e legata anche ai rumors dell’acquisizione da parte di una cordata, con Lotito a capo, della Reggina, squadra militante in Serie D.
Lotito cede la Lazio?
In merito all’ipotesi paventata e circolata nelle ultime ore per quanto riguarda della possibile cessione della Lazio, arriva l’ennesima smentita del club. Tramite una nota ufficiale, la società annuncia: “Non esiste alcuna trattativa in corso finalizzata alla vendita della Società, né sono stati sottoscritti accordi, intese o impegni di qualsiasi natura aventi ad oggetto il trasferimento, totale o parziale, della proprietà del Club. La proprietà non ha conferito alcun mandato per la cessione della Società né ha avviato interlocuzioni finalizzate a operazioni di vendita. Le informazioni relative a presunti nuovi proprietari, investitori italiani o stranieri, fondi di investimento, modifiche dell’assetto proprietario o accordi collegati al progetto Stadio Flaminio risultano del tutto prive di fondamento. La Società invita tifosi, azionisti, investitori e operatori dell’informazione a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali diffuse attraverso i canali istituzionali della S.S. Lazio. La diffusione reiterata di notizie prive di riscontro riguardanti la governance, l’assetto proprietario e le strategie societarie della Società rischia di generare disinformazione, alterare la corretta percezione del mercato e influenzare l’andamento del titolo. Per tali ragioni, la S.S. Lazio, in qualità di società quotata, ha provveduto a trasmettere apposita segnalazione alle Autorità competenti affinché possano essere svolte le opportune verifiche in merito alla diffusione di informazioni non supportate da elementi oggettivi e ai possibili effetti sul regolare funzionamento del mercato. La Società continuerà a operare con la trasparenza, la responsabilità e il rispetto delle regole che hanno sempre contraddistinto la propria attività, riservandosi ogni opportuna iniziativa a tutela della Società, dei propri azionisti e della comunità biancoceleste”.
Quindi no, Lotito non cede e non pensa alla cessione della Lazio.
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