di
Valentina Santarpia

La replica della premier: «Quello che voi non riuscite ad accettare è che c’è una persona che senza mai indossare le ginocchiere è arrivata dove è arrivata, senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie»

«Lei non ha rialzato la schiena, lei ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda»: scoppia un caso intorno alle parole del deputato M5S Francesco Silvestri, pronunciate oggi durante il dibattito alla Camera, per attaccare la premier Giorgia Meloni sul suo rapporto con Trump e Netanyahu. La prima a indignarsi è proprio la presidente del Consiglio che, oltre a postare su X il frame dell’intervento, replica in Aula: «Boldrini si è indignata perché il collega si rivolgeva alla sottoscritta dicendo `signor presidente´. Mi chiedo se questo sia davvero il punto del rispetto delle donne. O sia piuttosto quello di ascoltare un collega che mi dice che ho indossato delle ginocchiere. Collega Silvestri, quello che voi non riuscite ad accettare è che c’è una donna che è arrivata dove è arrivata senza mai indossare delle ginocchiere, senza favoritismi e senza scorciatoie », dice Meloni con finale di standing ovation della maggioranza. 

Il deputato Silvestri prova a scusarsi:  «Ho visto che si è alzato un grande polverone per le mie parole nella discussione generale sul termine ginocchiera, che è stato associato evidentemente in mala fede a una questione sessista, che non è. Innanzitutto perché basta ascoltare i secondi precedenti e mi sembra più che evidente che fosse legata alla postura politica del governo e non a una questione sessista, anche perché faccio notare che la storia del nostro Paese è fatta sì di persone che si sono inginocchiate politicamente, ma soprattutto sono stati uomini». Ma ormai la frittata è fatta e da tutti i partiti arriva la condanna. «Certe parole rispecchiano semplicemente il valore di chi le esprime. Ecco quindi che le allusioni misogine e sessiste di Silvestri rivolte al Presidente del Consiglio Meloni, raccontano molto di chi le ha espresse e dei valori portati avanti dalle opposizioni. Per questo ritengo doveroso chiedere una presa di distanza netta, perché tutto questo non fa e non deve far parte del dibattito politico», attacca il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. 



















































Anche il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci parla di «vergognose parole sessiste», esprimendo la sua solidarietà per Meloni. Valeria Valente (Pd) condanna: «Credo che il collega Silvestri abbia utilizzato un linguaggio inopportuno nei confronti della Premier Meloni. Per esprimere il concetto, che io condivido, della sudditanza politica del governo nei confronti di Trump e Netanyahu avrebbe potuto usare parole diverse, proprio per evitare fraintendimenti, tanto più perché si rivolgeva a una donna». Secondo Augusta Montaroli (FdI) «quello che è ancora più grave è che queste ignobili allusioni sessuali abbiano raccolto gli applausi dei deputati e delle deputate del gruppo MoVimento 5 Stelle. Mi attendo non solo le scuse di Silvestri, ma soprattutto la condanna netta di Elly Schlein, che ricorda di essere donna soltanto quando le conviene. E soprattutto la censura di Giuseppe Conte il quale non può rimanere a guardare e deve prendere decisioni perentorie contro il sessista Silvestri. Va espulso perché è inammissibile». Sulla stessa linea il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami: «Quando il linguaggio politico scivola nell’insulto personale e nella delegittimazione attraverso riferimenti umilianti, viene meno il decoro richiesto a chi ricopre un mandato parlamentare. Per queste ragioni chiediamo formalmente alla Camera dei Deputati di valutare l’applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento e di disporre la sospensione del deputato Francesco Silvestri per la gravità delle espressioni utilizzate».

«Non strumentalizziamo. Sono quattro anni che questo governo è inginocchiato a Trump e alla politica di Netanyahu: ecco spiegato l’arcano delle mie parole», cerca di ridimensionare Silvestri parlando coi cronisti in Transatlantico. «Se poi qualcuno ha voluto trasformare l’accusa che ho rivolto ad una chiara postura politica in un atteggiamento sessista, allora c’è malafede al solo fine di strumentalizzare e nascondere la verità». «A ruoli invertiti saremmo già allo sciopero generale invece i Cinque Stelle si auto-assolvono anche quando sono protagonisti di pagine oltraggiose e miserevoli come questa», commenta il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

Ma la questione indigna anche al di fuori dell’Aula parlamentare: «L’avversario va sempre rispettato», commenta la scrittrice Dacia Maraini. «Come cittadina – sottolinea Maraini – mi sento di dire che l’avversario va rispettato, sempre. Questo linguaggio sta diventando insopportabile perché denigra l’avversario e questo non va bene, lo trovo indegno».

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11 giugno 2026 ( modifica il 11 giugno 2026 | 20:27)