Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di un cittadino che riporta al centro dell’attenzione il problema delle liste d’attesa nella sanità pubblica di Valtellina e Valchiavenna (e non solo).

“Desidero segnalare una situazione che ritengo estremamente grave e che pone seri interrogativi sull’effettiva possibilità per i cittadini di accedere alle cure nei tempi previsti dal Servizio Sanitario Nazionale – esordisce il cittadino sondriese -. In data 11 giugno 2026 è stata prescritta una prima visita fisiatrica con priorità D, prestazione che dovrebbe essere garantita entro 30 giorni dalla richiesta. La prescrizione riguarda una paziente di 84 anni affetta da cardiopatia e da insufficienza renale cronica di IV stadio, condizioni cliniche che rendono particolarmente importante il rispetto dei tempi indicati dal medico prescrittore.

Nel corso del contatto con il servizio prenotazioni mi è stato comunicato verbalmente che la prima disponibilità utile per la prestazione richiesta risulterebbe nel mese di agosto 2027, oltre un anno dopo rispetto ai tempi previsti dalla priorità assegnata. Conservo registrazione audio della comunicazione ricevuta e sono disponibile a metterla a disposizione degli enti competenti qualora fosse necessario. La situazione appare ancora più incomprensibile considerando che la medesima prestazione risulta disponibile in regime privato già in data 15 giugno 2026.

Da cittadino mi chiedo quale valore abbiano le classi di priorità previste dal Servizio Sanitario se una visita classificata come da effettuare entro 30 giorni viene di fatto proposta oltre un anno dopo, mentre a pagamento è immediatamente disponibile. Ritengo particolarmente grave che una paziente anziana, affetta da patologie importanti e croniche, debba trovarsi di fronte a una scelta tra attendere tempi incompatibili con le proprie condizioni di salute oppure sostenere una spesa privata per ottenere una prestazione che dovrebbe essere garantita dal servizio pubblico.

Chiedo pertanto ad Ats e Asst di verificare urgentemente quanto segnalato, di indicare le procedure previste per il rispetto dei tempi massimi di attesa e di individuare una struttura pubblica o convenzionata in grado di erogare la prestazione nei tempi compatibili con la priorità prescritta”.