Una sfida clamorosa all’ultimo millesimo ha visto la BMW festeggiare la prima Hyperpole nel FIA World Endurance Championship per la 94a edizione della 24h di Le Mans.

Sotto un cielo nuvoloso e con il solito vento freddo a disturbare sui lunghi rettilinei dei 13,626km del Circuit de la Sarthe, Jack Aitken aveva regalato al Team Jota la partenza al palo, beffando per appena 0″005 la M Hybrid V8, ma quando ormai ACO aveva dato il via alla cerimonia di premiazione, ecco la doccia freddissima che ha fatto festeggiare il Team WRT.

In Classe LMP2 grande prova per Esteban Masson con la Oreca di Forestier Racing by Panis, in LMGT3 super Mattia Drudi vince il duello italiano al volante della Aston Martin di Heart of Racing.


HYPERCAR

Per lunghi tratti della sessione decisiva da 15′ era sembrato che Vanthoor con la BMW #15 potesse realizzare una prestazione storica, ma il belga non aveva fatto i conti con un Aitken in grandissimo spolvero.

Il britannico ha portato la V-Series.R #38 davanti a tutti in 3’22″559, superando il rivale per 5 millesimi e lasciando tutti gli altri decisamente indietro. La figuraccia però l’hanno compiuta gli organizzatori perché la Cadillac #38 era già finita sotto investigazione per non aver rispettato l’ordine d’uscita imposto dalla direzione gara. 

La decisione della retrocessione all’ultimo posto di Aitken e dei suoi colleghi Sébastien Bourdais ed Earl Bamber è arrivata quando i tre erano già sul podio con la medaglia al collo, mentre Vanthoor, assieme a Kevin Magnussen e Raffaele Marciello aspettavano sorridendo sornioni in corsia box.

Will Stevens con la Cadillac-Jota #12 è rimasto a mezzo secondo dal leader e sarà in seconda posizione, mentre Antonio Félix Da Costa sale terzo alla guida della Alpine #35, prendendo 1″ netto.

Deluso sicuramente Robin Frijns con la BMW #20, ritrovatosi solamente quarto, Filipe Albuquerque è quinto sulla Cadillac-Wayne Taylor #101 ed unico a scegliere le Michelin medie contro gli altri a montare le morbide.

Il debutto di Genesis vedrà la GMR-001 #19 di Paul-Loup Chatin settima, André Lotterer chiude nono e anche investigato per essere partito prima del dovuto imboccando la pit-lane, con dietro Aitken decimo.

In mezzo a tutte queste LMDh solo due LMH: la Aston Martin #009 di Roman De Angelis e la Ferrari #51 di James Calado, rispettivamente settimo e ottavo, ma a distanza siderale dalle rivali.

Prima manche tiratissima con otto vetture in 0″3 capitanate dalla Alpine #35 di Charles Milesi che è saltato al comando all’ultimissimo tentativo, buttando fuori la Aston Martin #007 di Ross Gunn, 11° dietro al collega Marco Sorensen della #007 per soli 0″013.

Fuori anche Antonio Fuoco con la Ferrari #50 che per 0″101 non è riuscito ad avanzare, delude pure Jules Gounon con la Alpine #36 che resta 13°, seguito dalle Toyota di Kamui Kobayashi e Ryo Hirakawa, come annunciato in difficoltà.

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

LMP2

Esteban Masson è l’eroe di giornata per Forestier Racing by Panis, centrando il primato in 3’32″855 con la Oreca #29, battendo per 0″387 Job Van Uitert della Idec Sport #28. 

A seguito di una decisione dei commissari sportivi dopo la sessione di Qualifica 1 di giovedì, dove la #29 aveva ostacolato la McLaren #58, il giovane francese scatterà secondo in griglia di partenza, ma comunque potrà festeggiare lo storico primato cronometrico ottenuto oggi.

La seconda fila vedrà la Nielsen Racing #24 di Jack Doohan e la Inter Europol #43 di Nick Yelloly, che hanno chiuso in Top5 ad oltre 0″7 dalla vetta, così come Alex Quinn con la Crowdstrike by APR #4, prima in PRO/AM.

Sesto Julien Andlauer sulla Duqueine #30, seguito dal connazionale Kévin Estre al volante della TDS Racing #14, secondo PRO/AM con dietro i rivali di categoria Dane Cameron (AO Racing-TF #99) e Matthieu Vaxivière (AF Corse #183). Decimo Reshad De Gérus con la Oreca #343 di Inter Europol.

Nella sessione iniziale, il tempo migliore lo ha realizzato Tom Dillmann in 3’33″762 con la Inter Europol #43 e il primo degli eliminati, pagando anche un distacco di 0″370 dal 10° posto, è stato Grégoire Saucy, relegato all’11a posizione con la United Autosports #22, davanti al compagno di scuderia Oliver Jarvis armato della #222.

Fuori anche la Vector #26 di Valdislav Lomko che è 13a, seguito dalla CLX #37 di Theodore Jensen, autore di un testacoda alla seconda chicane del rettilineo ‘Hunaudières’, e dall’opaco Kakunoshin Ohta con la Proton-Seven x Seven #9.

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

LMGT3

La battaglia tutta tricolore ha visto per il secondo anno consecutivo Mattia Drudi ed Alessio Rovera regalare spettacolo con le rispettive Aston Martin #27 e Ferrari #21.

La Hyperpole l’ha agguantata il romagnolo di Heart of Racing in 3’52″433, sconfiggendo per 0″979 il varesino, mentre José Maria Lopez e Jack Hawksworth si piazzano in seconda fila con le Lexus-ASP #87 e #78.

Quinta e sesta le BMW-WRT #32 e #69 di Sean Gelael e Parker Thompson, ma a distanza ampia dal primato, seguite dalla Ferrari-Kessel Racing #74 di Dennis Marschall e dalla Aston Martin-HoR #23 di Jonny Adam.

La quinta fila vedrà partire nona la Porsche-Manthey #91 di Timur Boguslavskiy e Ben Tuck con la Ford-Proton #77.

La Top10 della fase iniziale hanno visto in testa a tutti Zach Robichon e ancora la Aston Martin-Heart of Racing #27 in 3’53″166, e Dan Harper ha passato per appena 0″054 il turno ai danni di Logan Sargeant con la Ford-Proton #88, relegato alla sesta fila dello schieramento con alle spalle le Mercedes-Iron Lynx #62 e #61 condotte da Julian Hansen e Rui Andrade.

Quattordicesima la Ferrari-AF Corse #54 di Francesco Castellacci, giratosi in prossimità di ‘Tertre Rouge’ e poi rallentato dal traffico, cosa che ha disturbato pure il leader di campionato Riccardo Pera e la Porsche-Manthey #92.

FIA WEC – 24h di Le Mans: Hyperpole

 

 

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