Si affaccia un nuovo progetto di Bess, un maxi-impianto di accumulo di energia, non lontano dall’area dove è stata già autorizzata una struttura simile circa un anno fa. L’impianto proposto occupa circa 3,5 ettari di terreno, per una potenza attiva di 100 Mw, non è per dimensioni molto diverso da quello già autorizzato. E’ localizzato in un’area agricola all’intersezione tra via Brugnola e via Cavedalone, nelle campagne tra Malmissole e Poggio. Per il proponente, la società Rne19 Srl di Milano, l’investimento è stimato in 57,1 milioni di euro.
Secondo il progetto depositato ad Arpae di Forlì-Cesena, l’ente regionale per l’ambiente e l’energia che provvede all’istruttoria di autorizzazione, all’interno dell’area destinata all’impianto saranno realizzate complessivamente 18 isole Bess (Battery Energy Storage System), ciascuna composta da una Power Station e da otto container di accumulo. In totale, quindi circa 144 moduli equivalenti a container, per l’accumulo di energia. Le Bess servono essenzialmente ad immagazzinare energia da fonti rinnovabili per distribuirla quando non vi è una produzione diretta (per esempio l’energia di origine solare distribuita di sera-notte).
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Il secondo progetto di Bess a Forlì è situato a circa 1,8 km di distanza in linea d’aria dall’altro impianto già programmato e dalla stazione dell’alta tensione di Terna, che si trovano entrambi in via Oraziana. Il progetto vede anche l’installazione della stazione elettrica di utenza nella parte centrale dell’area. Tutti i container e gli apparati tecnologici saranno posizionati su solette di fondazione in calcestruzzo armato. L’intero perimetro della centrale sarà delimitato da una recinzione metallica di circa 850 metri. All’esterno della recinzione saranno realizzate fasce arboree con funzione di mitigazione visiva.
L’area destinata ad ospitare la nuova centrale Bess
Il progetto prevede poi anche un elettrodotto interrato ad alta tensione da 132 kv lungo circa 3 km, che si snoderà lungo via Zampeschi. In caso di approvazione da parte di Arpae l’opera avrà tutti i titoli urbanistici in quanto opera di pubblica utilità, con annesse facilitazioni per espropri e servitù nei terreni attraversati dall’elettrodotto, mentre, sempre dal progetto depositato, emerge che la società proponente ha già opzionato i terreni con un contratto preliminare di compravendita.
La notizia del progetto degli impianti preoccupa non poco i residenti della zona, come già avvenuto per l’altro impianto Bess, proposto da Sphera Energy di Faenza in via Oraziana. La zona, infatti, è di campagna, ma con numerose case coloniche sparse nell’area interessata dal progetto, vale a dire il quadrilatero tra via Brugnola e la Ridotta.
A parlare a nome del vicinato è l’ex pilota del Motomondiale Loris Reggiani, poi anche commentatore tecnico: “Siamo preoccupati. Questi impianti generano rumore, innalzamento delle temperature circostanti, inoltre non sono così sicuri, dato che si contano diversi incidenti nel mondo, alcuni dei quali particolarmente rilevanti. Tali impianti dovrebbero essere costruiti lontano dalle case e non in zone a rischio idraulico come questa”.
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Si starebbe formando un comitato di cittadini residenti, per chiedere la documentazione sul progetto e un approfondimento sui livelli di rischio. E’ stato anche chiesto un incontro col sindaco. “Chiediamo inoltre di sapere chi è il reale proponente del progetto, dal momento che il progetto è depositato da una società di Milano con un capitale sociale di 10 mila euro e di recente costituzione”, sempre Reggiani. Allo stesso indirizzo risultano altre società con nome simile ‘Rne’ e altre numerazioni tutte operanti nel settore dell’energia.
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