Veneziano di nascita, francese-europeo di formazione e trevigiano d’adozione, Gino Rossi, artista d’avanguardia tra i più importanti dell’intero panorama artistico nazionale del Novecento, è diventato una figura quasi leggendaria: quella del pittore folle che venne recluso il 13 giugno del 1926 all’ospedale psichiatrico di Sant’Artemio a Treviso. A distanza di 100 anni dai giorni della crisi e quindi del ricovero e a ottant’anni dalla scomparsa, Treviso lo ricorda con la performance “Ricordo in parole e musica di Gino Rossi” che si terrà venerdì 12 giugno, alle ore 18.30 a Ca’ Robegan. L’incontro promosso da Fondazione Mazzotti, vedrà protagonisti Antonio Chiades e il pianista Carlo De Battista.
Chiades, autore di “Vita di Gino Rossi” pubblicata da Amadeus nel 1991 e successivamente riproposta da Terra Ferma nel 2006, sarà interprete delle fasi più salienti della tormentata esistenza del pittore. La sua narrazione verrà accompagnata da brani musicali proposti in forma di virtuosa improvvisazione dal pianista bellunese Carlo Battista. Quella di Rossi è stata una breve, isolata e originalissima avventura artistica, che lascia ancora molto da indagare a causa della scarsa documentazione dovuta al continuo peregrinare, alle lunghe permanenze all’estero tra Parigi, la Bretagna e i Paesi Bassi, al saccheggio della casa sul Montello durante la Grande Guerra, alla disastrosa situazione della sua famiglia dopo la morte del padre e dopo la rovinosa vicenda della madre.
La sua vita inquieta segnata da momenti duri che lo hanno condotto in un abisso e agli anni disperati, è contraddistinta da rigore intellettuale e intransigenza morale, dedita esclusivamente all’arte che lo ha accompagnato fino agli ultimi giorni, recluso al Sant’Artemio. In quella disperata miseria, alcuni amici dell’ambiente culturale e artistico hanno cercato di stargli vicino e in qualche modo sostenerlo, primo tra tutti Giuseppe Mazzotti, un legame forte e ancora vivo grazie alla Fondazione a lui titolata che ha organizzato una Giornata di studi che si terrà a Ca’ Robegan il 23 ottobre 2026.
Le opere di Gino Rossi sono ricercate non solo per la loro rarità ma per l’intensità intrinseca del loro messaggio; l’eco della sua pittura non si spegne, anzi si fa sempre più sentire ed ascoltare; gli studi e le ricerche sulla sua opera e sul contesto (1909-1926) continuano. L’intento di questa giornata di studio è di riprendere il cammino intrapreso a Treviso nel 1998 con Gino Rossi e l’Europa, coinvolgendo studiosi e appassionati in un centro di documentazione e di studio come la Fondazione Giuseppe Mazzotti, che da sempre, grazie all’impegno dell’insigne trevigiano di cui porta il nome, è destinata a valorizzare e divulgare la conoscenza e la portata dell’arte del ‘900.
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