Dal Dibu in porta al modulo, tanti dubbi per i campioni in carica. Intanto convocato Senesi, può sostituire Tagliafico a sinistra


Roberto Maida

Giornalista

12 giugno – 08:28 – MILANO

Julian Alvarez ha ripreso a corricchiare e ad accarezzare il pallone ma in questo momento non può sfoggiare il ghigno del concorrente. Significa che Lautaro Martinez ha molte possibilità di cominciare il Mondiale come titolare, dentro a una squadra che dev’essere ancora disegnata a causa dei tanti infortuni che ne hanno complicato il lavoro di avvicinamento. L’Argentina campione del mondo si sta assestando in vista del debutto di martedì prossimo a Kansas City contro l’Algeria. Soltanto ieri sera ha presentato la lista definitiva dei 26 convocati alla Fifa: dopo la rinuncia forzata di Balerdi, difensore del Marsiglia, il ct Scaloni ha scelto Marcos Senesi, mancino appena sbarcato a parametro zero al Tottenham di De Zerbi dopo un proficuo percorso di crescita tra Feyenoord e Bournemouth. È una valutazione basata sulla duttilità del soggetto: Senesi può giocare centrale oppure terzino. E potrebbe così aiutare la squadra soprattutto nella prima partita, quando rischia di mancare per un problema muscolare uno degli eroi di Doha 2022, il laterale sinistro Tagliafico. È uno dei dubbi che assillano il selezionatore, già turbato dall’assenza di Paredes e sempre in ansia per il Dibu Martinez, che ha un dito gonfio. Le preoccupazioni proliferano. La fortuna di Scaloni è avere ritrovato Messi, che all’esordio nel suo sesto Mondiale toccherà la quota di 200 presenze in nazionale, e un degno partner d’attacco: Lautaro of course. 

in crescita—  

Lo ha spiegato Javier Zanetti, affezionato al tema nella doppia veste di tifoso argentino e di vice presidente dell’Inter; lo confermano i test atletici effettuati allo Sporting Center di Kansas City. Lautaro è in forma strabiliante, diversamente dal Qatar dove era atterrato con il suono di dolori lancinanti alla caviglia e non aveva potuto vivere il torneo da protagonista. Curiosamente, nel 2022, Lautaro avrebbe dovuto giocare sempre, con Messi a destra e Di Maria a sinistra, ma dopo le prime due partite venne scalzato da Alvarez. Adesso invece le posizioni si sono ribaltate, sempre per colpa di quell’articolazione delicatissima chiamata tobillo, cioè la caviglia. Julian ha perso allenamenti preziosi, ha fatto parlare di sé solo per la rumorosa offerta da 150 milioni che l’Atletico ha rifiutato dal Madrid, e dovrà probabilmente lasciare spazio al rivale in attesa che il commissario tecnico trovi la formula per farli coesistere, come chiedono con una certa insistenza i media argentini. Possibile? Un tridente che comprenda anche Messi appare di difficile inquadramento, soprattutto se i centrocampisti saranno Mac Allister, De Paul ed Enzo Fernandez. Ma non si sa mai. Intanto Scaloni pensa di partire con il 4-4-2, il sistema utilizzato nelle due amichevoli vinte sul suolo americano contro Honduras e Islanda. Lautaro e Messi godrebbero così di una certa libertà di movimento e verrebbero esentati dai compiti di sacrificio difensivo. 

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La suggestione—  

È tutto da stabilire, comunque. Il presente e il futuro. Ieri il presidente federale, Claudio Tapia, ha risposto così alla domanda sull’ultimo Mondiale della Pulce: “Chi ha detto che sarà l’ultimo? Io non lo so. Intanto godiamocelo: averlo visto in campo nell’ultimo test ha dato una grande carica a tutti”. Ora: Messi ha 39 anni, anzi li compirà due giorni dopo la seconda partita del torneo contro l’Austria. È difficile immaginare che possa arrivare a 43 in condizioni tali da essere ancora determinante. Ma con i fuoriclasse è meglio non dare niente per scontato. È più bello sognare come gli argentini, che nel 2022 in Qatar nel loro imprendibile trascinatore hanno visto finalmente la reincarnazione di Diego.