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Sarà tra le ambasciatrici del Roma Pride 2026, dopo 4 anni di relazione si sposerà con il compagno Davide Spigarolo, ha concluso la lunga collaborazione con la manager Marta Donà e ora esce con un album (spiazzante) dal titolo “Magia Bianca”. 

Francesca Michielin – classe 1995 – è in una nuova fase della propria vita e questo, inevitabilmente, si intuisce anche ascoltando il suo nuovo progetto discografico, in uscita oggi venerdì 12 giugno. 

Com’è il nuovo disco di Francesca Michielin

Un disco lontano dalle sonorità con cui, nell’ormai lontano 2011, trionfò alla quinta edizione di X Factor. Da lì a oggi una traiettoria densa di tappe (il secondo posto a Sanremo, poi l’Eurovision, la conduzione di X Factor). E adesso questo nuovo disco che è coraggioso. E quindi apprezzabile. Sì perché non è facile uscire dalla comfort zone, fregarsene del mercato (perché di questo si tratta) e proporre qualcosa di spiazzante. 

Dunque brava. Ma – c’è un ma – la bussola sembra essersi persa. Cioè: quali domande si porranno i fan quando ascolteranno un disco così sì interessante ma diverso da quanto fatto dall’inizio carriera a oggi? Posizionarsi su altri fronti della musica, su altri generi, si può fare ma con gradualità. E lei la musica la conosce bene, essendo diplomata in canto jazz presso il Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto. Quindi sperimentare è ancora cosa giusta, se fatto però con dei tempi più adeguati.

Basti pensare al precedente disco, decisamente più mainstream e in linea con quanto fatto fino a sostanzialmente oggi. Per intenderci, velocemente: ‘Cigno Nero’, ‘Magnifico’, ‘Io non abito al mare’, ‘L’amore esiste’, ‘Nessun grado di separazione’. Tutti brani radiofonici, di genere pop. Anche un pezzo più recente come ‘Fango in paradiso’ (portato a Sanremo 2025), pur avendo sfumature più urban e indie, resta nei binari del pop contemporaneo. 

‘Magia Bianca’, invece, è tutto diverso. D’altronde già in singolo di lancio ‘Strega Comanda’ era un manifesto di questo nuovo percorso che sembra una vera e propria dichiarazione d’indipendenza.

Francesca Michielin, foto di Laura Salerno-2Francesca Michielin, le foto a uso stampa per la promozione del nuovo disco “Magia Bianca” – credit: Laura Salerno

“Per questo disco ho studiato tantissimo. Quando ho presentato il progetto alla discografica sembrava dovessi discutere una tesi di laurea, con tanto di PowerPoint”, ha rivelato lei a Vanity Fair. E poi ancora: “Fare l’artista, almeno nel mio caso, non significa inseguire il mercato. A tratti mi sono sono sentita più una studentessa di sociologia che un’artista”. 

La ricerca c’è. E si sente. Lei lo definisce giustamente “controcorrente”. “Quando l’ho portato in discografica, erano tutti entusiasti (e questo ci fa ben sperare per il futuro dell’industria musicale)”. Parla anche di coraggio: “L’ho sempre voluto fare ma non avevo ancora il coraggio o gli strumenti per realizzarlo”, ha ammesso.

Sonorità e riferimenti sono evidenti. Il disco è un vero e proprio concept album (un po’ breve, solo 8 brani nel formato digitale e 9 in quello fisico). Dimensione fantasy, femminilità, cultura pop e atmosfere medievali si intrecciano continuamente. E ancora: elettronica, dark, musica anni 80 e 90. C’è tanto (forse troppo). 

Il pop? Poco presente, solo in maniera marginale, per esempio in ‘Feral Girl’ (in cui canta anche Veronica Lucchesi de La Rappresentante di Lista). A livello di contenuti c’è la figura della donna ma anche la critica alla società attuale (“Tempi di merda… di vera guerra”). 

Il brano da ascoltare, il coraggio di Francesca Michielin

Il brano consigliato è ‘Solstizio d’Estate’. Tra falò, ricordi infantili, la cantautrice racconta un momento sospeso. Come sospesi appaiono i suoni. Una ballad ipnotica in cui la bella voce di Francesca Michielin viene messa in risalto. Con grazia, senza strafare, in un’atmosfera magica ed eterea.

Francesca Michielin ha dunque scelto di tagliare i vecchi ponti pop per accendere i falò di questo nuovo inizio. ‘Magia Bianca’ non è un disco per tutti, ed è probabile che spiazzerà più di un fan. 

Eppure, anche in questo (apparente?) smarrimento di direzione, c’è l’onestà di un’artista che preferisce rischiare l’incomprensione invece di ripetersi all’infinito (come molti altri colleghi anche molto più famosi e seguiti fanno). In un mercato piatto e standardizzato, in fin dei conti, questo della Michielin è un piccolo miracolo.

I concerti più attesi a giugno 2026: Tiziano Ferro, Geolier, Noemi, Brancale, Tony Pitony, Ramazzotti, Ligabue e tutti gli altri 






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