Fernando Alonso ha già vissuto la sensazione di un addio. Nella notte di Abu Dhabi del 2018 salutò la McLaren e la Formula 1, celebrato in pista da Lewis Hamilton, Sebastian Vettel e Max Verstappen, i primi tre classificati. Ma quello di Alonso non era un addio al motorsport, a 37 anni Alonso aveva già pianificato la sua rincorsa alla Tripla Corona e l’impegno nel Mondiale Endurance.
Otto anni dopo, alla vigilia del weekend di Barcellona, Fernando ha ammesso che quello sul circuito di Catalunya sarà con ogni probabilità il suo ultimo Gran Premio di casa da pilota di Formula 1. “Questo sarà un fine settimana speciale perché probabilmente sarà la mia ultima apparizione qui a Barcellona e ci tengo a ringraziare tutti. Dopo l’estate deciderò se continuare”.
Non è un mistero che Alonso possa scegliere di chiudere la sua carriera al termine della stagione. E questa volta, a 45 anni, potrebbe trattarsi di un addio definitivo al motorsport. Il condizionale, però, resta d’obbligo quando si parla di Fernando, causa una motivazione feroce che continua a resistere al passare del tempo.
Sul suo futuro circolano oggi due scenari. Il primo riguarda ancora l’Aston Martin e, in particolare, la monoposto che debutterà tra poco più di un mese nel weekend del Gran Premio del Belgio. Una sorta di AMR26 “B”, sulla quale il team ha riposto le ultime speranze per invertire la rotta dopo un avvio di stagione molto al di sotto delle aspettative. Fernando compreso.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Ma nel paddock di Barcellona sta prendendo quota soprattutto un’altra ipotesi. Esiste infatti una possibilità concreta che Alonso possa concedersi un ultimo capitolo nel team con cui ha conquistato i suoi due titoli mondiali. L’Alpine è oggi guidata da Flavio Briatore, manager dello stesso Alonso, e sebbene abbia più volte sottolineato come la priorità sia la crescita tecnica della squadra, l’idea di accogliere Fernando per quella che potrebbe essere la sua ultima stagione in Formula 1 viene considerata tutt’altro che irrealistica.
Sarebbe l’Alonso “Quater” della storia tra Fernando ed Enstone. La squadra lo accolse come Renault dal 2003 al 2006, il periodo più glorioso della carriera, poi nuovamente tra il 2008 e il 2009 dopo il traumatico divorzio con McLaren. Fu sempre la stessa struttura, nel frattempo diventata Alpine, a riportarlo in Formula 1 nel 2021, uno dei ‘comeback’ più sorprendenti nella storia dello sport.
Un ultimo giro di giostra con la squadra che gli ha regalato i momenti più importanti della carriera avrebbe inevitabilmente un forte valore simbolico. Ma non si tratterebbe soltanto di romanticismo. L’Aston Martin continua a disporre di un potenziale enorme sulla carta, ma non esistono garanzie che la collaborazione con Honda possa tradursi in un pacchetto vincente nel 2027. Alpine, grazie alla partnership con Mercedes, oggi appare invece un approdo più rassicurante per chi sogna ancora di salire almeno un’ultima volta sul podio.
E l’addio a Barcellona? Alonso è un comunicatore molto abile e le parole pronunciate giovedì non sono state scelte a caso. Nel calendario 2027 il circuito di Catalunya non sarà presente, entrando nel sistema di rotazione previsto dalla Formula 1 insieme a Spa-Francorchamps: tornerà nel 2028. Da questo punto di vista l’addio è reale e inevitabile, ma chi potrebbe invece non mancare all’appuntamento del prossimo anno è proprio Fernando Alonso.
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