di
Jacopo Storni
La signora Bottai vive a Strada in Chianti, dove il giovane tennista ha passato il suo primo anno e mezzo di vita prima di andare a Roma: «Lo portavo ai giardini e d’estate tornava qua, ora viene meno ma non manca mai. Dopo un torneo mi regalò una macchina, fu un bellissimo pensiero»
«Stavo lavorando come operatrice sanitaria quando arrivò quella chiamata dall’ospedale di Torregalli. Andai subito, mia figlia Francesca aveva appena partorito, guardando suo figlio Flavio notò che aveva la testa a pera, sembrava quasi un alieno, e poi aveva questi occhioni azzurri, profondi».
Barbara Bottai è la nonna di Flavio Cobolli. Vive a Strada in Chianti. La incontriamo al Caffè in Piazza, dove arriva insieme a suo figlio Alessandro, zio di Flavio e suo grandissimo tifoso insieme alla moglie Jessica e ai figli Jacopo ed Edoardo.
Signora Barbara, il primo ricordo all’ospedale di Torregalli e poi…?
E poi per un anno e mezzo è rimasto qui, a Strada in Chianti. Lo portavo ai giardini comunali, ricordo che già da piccolino tirava i calci al pallone. Era un bambino molto empatico, tutti gli volevano bene. Quando era piccolo, a lui e a tutti gli altri nipoti, gli ho comprato un salvadanaio per mettere i primi risparmi da parte.
E poi se ne è andato a Roma.
Sì, aveva un anno e mezzo e mia figlia Francesca si è trasferita a Roma col marito Stefano. Per me naturalmente fu un dispiacere perdere la quotidianità con Flavio.
È molto legato a Strada in Chianti?
Sì, a Strada in Chianti, a me e a mia madre Licia, che oggi ha oltre 90 anni. Ogni estate veniva qui una settimana da Roma, restava insieme a me. Lo portavo in piscina, a giocare a calcetto, al club dell’Ugolino a giocare a tennis.
Ma era più bravo a calcio oppure a tennis?
Era bravo in tutti e due. Fino a 13 anni ha giocato sia a calcio che a tennis, poi ha scelto il tennis. Io non sono una tennista, non ho mai giocato, ma si vedeva che lui era bravo, aveva molta grinta ma non era uno rabbioso, perdeva e vinceva col sorriso, anche se di racchette ne ha spaccate tante.
Adesso ogni quanto viene a Strada in Chianti?
Molto più raramente, a questi livelli è difficilissimo trovare il tempo di passare. Viene due volte all’anno. Appena trova due ore di tempo, lui mi fa una sorpresa e arriva. L’ultima volta è stata nei giorni scorsi, dopo la finale di Parigi.
Ha seguito in tv il Roland Garros?
Sì, ad ogni partita ho preso delle gocce per stare più tranquilla, perché quando gioca Flavio ho l’ansia, sono molto tesa. Sono anche scaramantica e durante ogni partita tengo per tutto il tempo un corno rosso in mano, l’ho comprato a Napoli e forse porta bene.
Segue tutte le partite in tv?
Non tutte perché non ho Sky. A volte le guardo sul telefono, oppure seguo il risultato su diretta tennis, ma è una sofferenza perché non posso vedere le immagini.
Vi sentite durante i tornei?
Io gli mando un messaggino dopo ogni partita e lui risponde con scritto «Daje», un cuoricino e le fiamme.
Cosa gli ha scritto dopo la sconfitta in finale?
Gli ho detto che per me aveva vinto comunque, e gli ho anche detto che gli voglio bene e che per me è rimasto sempre quel bambino che portavo ai giardini quando era appena nato.
Le ha mai fatto un regalo tornando da qualche torneo?
Sì, per il mio settantesimo compleanno mi ha regalato la macchina nuova, mi ha detto “Nonna vai a Empoli” che c’è una macchina che ti aspetta. Ma non so se si può dire.
Perché, è un bel gesto di un nipote alla propria nonna.
Sì, infatti, è stata una bellissima sorpresa.
Una qualità che il pubblico non conosce?
È una persona molto empatica che si fa voler bene da tutti, è una persona sensibilissima.
Da chi ha preso questa sensibilità?
Penso da suo padre Stefano, mia figlia Francesca è più fredda come persona, ha avuto un’infanzia e un’adolescenza difficile.
Perché?
Ho perso mio marito in un incidente di moto mentre stava andando a lavorare. Lui aveva 33 anni, mia figlia, la futura mamma di Flavio, aveva soltanto 9 anni e da quel giorno si è chiusa in sé stessa, non è stato facile.
E poi ha trovato il futuro marito, Stefano.
Sì, ed è successo proprio qui, quando Stefano ha affittato una casa a Strada in Chianti perché giocava a tennis all’Ugolino. In quel palazzo ha incontrato Francesca. Lei aveva 15 anni, lui 18. Da allora non si sono più lasciati.
La famiglia è stata fondamentale per la carriera di Flavio.
Sì, una bellissima famiglia, molto unita, una madre devota che nell’infanzia e nell’adolescenza ha accompagnato il figlio ovunque, e adesso un fratello che lo adora, Guglielmo.
Tra qualche giorno inizia Wimbledon, andrà a Londra?
Dal vivo ho visto Flavio soltanto a Bologna, in Coppa Davis, mi piacerebbe guardarlo giocare dal vivo in un grande torneo. Spero di andare a Wimbledon.
Un consiglio che vorrebbe dare a suo nipote?
Quello di rimanere con i piedi per terra, vivere il tennis con il sorriso, non prendersi mai troppo sul serio. E restare semplice e genuino com’è adesso.
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13 giugno 2026
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