di
Andrea Pasqualetto

L’Aquila, Sarah e Alisya se ne sono andate una settimana fa da una casa protetta. Perquisita la casa della madre, che diffonde un audio rivolgendosi alle figlie: «Vi prego tornate»

Sarah e Alisya, se ne sono andate la notte del 6 giugno. Vivevano da quasi due anni nella comunità protetta di Civitella Alfedena, nel cuore del parco nazionale d’Abruzzo. Dicono che era una notte di luna calante, buia e poco rassicurante per via dei lupi che si aggirano fra quelle montagne. Ma le due sorelline Di Giacinto, 16 e 12 anni, hanno comunque deciso di uscire approfittando di una porta rotta. E da allora non hanno più fatto ritorno. Premessa: il mondo di Sara e Alisya non è Civitella, non è il parco e non è l’Abruzzo. Sono nate e cresciute al mare, a Minturno, in provincia di Latina, dove vivono mamma e papà che non stanno più insieme.

 Si sono lasciati sette anni fa ed è stata una burrasca, al punto da indurre il tribunale a inserire le sorelline nel circuito delle strutture protette. Prima nella casa famiglia di Kirikù a Cassino, poi nella Comunità protetta Hope a Civitella Alfedena.



















































 A dare l’allarme della sparizione è stato il personale dell’Hope che ha atteso il primo pomeriggio di domenica nella speranza di rivederle prima. Sulla vicenda sono state aperte due indagini: una della Procura di Sulmona per sottrazione di minore, che fa pensare all’intervento di qualche adulto, al momento ignoto, e una della Procura per i minorenni dell’Aquila

Le domande sono quelle: dove sono finite Sarah e Alisya? Hanno fatto tutto da sole o sono state aiutate da qualcuno? E mentre sono in corso le ricerche la madre e il padre procedono su strade parallele, denunciando e facendo appelli e non mancano le frecciatine.  

Il padre: «Le ha prese qualcuno che loro conoscono»

Stefano Di Giacinto, il papà operaio, ha detto chiaro come la pensa: «Impossibile che siano andate via da sole, a piedi, in una zona come quella, assolutamente isolata, senza bus, piena di animali. Qualcuno le ha prese e dev’essere qualcuno che loro conoscono, diversamente non sarebbero mai andate».

Nella denuncia presentata alla stazione dei carabinieri di Villette Barrea (L’Aquila) ha voluto precisare di essere il solo a poter esercitare la responsabilità genitoriale sulle figlie: «Il 28 maggio scorso il Tribunale di Cassino ha fatto decaderequella della mia ex moglie… (era stata sospesa per entrambi dal 2023, è stata riattivata solo per lui, ndr).  Io non sentivo le ragazze dal 3 giugno, Alisya mi ha mandato dei messaggi whatsapp con il telefono della struttura e come al solito  da quando si trova nella comunità Hope l’ho sentita molto tranquilla… Posso riferire che le ragazze qualche giorno fa (la denuncia è del 7 giugno, ndr) avevano avuto notizia della sentenza del 28 maggio dall’avvocato della mia ex moglie, il quale aveva contattato le ragazze, non so riferire in che modo…». C’è forse un collegamento fra quella recentissima sentenza e l’allontanamento?  Per fugare ogni dubbio gli investigatori hanno eseguito una perquisizione a casa della madre, Valentina D’Acunto, che ha dato esito negativo.

La madre: «Vi prego, tornate»

Nel frattempo la mamma, casalinga, ha diffuso un audio rivolgendosi alle figlie con una voce rotta dalla commozione: «Sarah, Alysya, amori miei, se state ascoltando queste parole dovete sapere che la cosa più importante per me è che stiate bene. Da quando non ho più vostre notizie ogni giorno che passa è pieno di preoccupazioni. Ma anche di speranze. Speranze di potervi riabbracciare al più presto. Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata e ricordatevi che tutto si sistema ma dobbiamo farlo insieme. Mamma v’aspetta. Siete la mia vita, vi prego tornate».

L’avvocato Enrico Mastantuono, che con i colleghi Pino D’Amici e Massimo Montanaro assiste la donna, ha ricordato la questione degli incontri programmati a Minturno, sia con la madre che con il padre: «Ma loro hanno continuato a manifestare opposizione per lui. Tanto che lo scorso anno l’assistente sociale ha comunicato la revoca dei rientri a casa perché le sorelle rifiutano di andare con il padre. Naturalmente noi impugneremo la sentenza del 28 maggio».  
E mentre è in corso la battaglia di carte bollate loro, Sarah e Alisya, non si trovano.

13 giugno 2026 ( modifica il 13 giugno 2026 | 17:02)