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Equilibri precari e un regolamento di conti sullo sfondo dell’agguato di sabato pomeriggio a Monterusciello, dove i sicari hanno fatto fuoco contro Antonio Luongo, 25 anni, nome noto alle forze dell’ordine.
L’agguato è avvenuto nei pressi di un minimarket in via Carrà, a pochi metri dal negozio di casalinghi dato alle fiamme poco più di ventiquattro ore prima.
APPROFONDIMENTI
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Episodi che non sarebbero collegati tra loro ma che alzano la tensione nel quartiere popolare dei “600 alloggi”, per anni piazza di spaccio tra le più redditizie della città e roccaforte dei clan Longobardi e Beneduce.
Luongo è stato colpito davanti a numerose persone, tra residenti e clienti dei negozi del rione. Ferito ad entrambe le gambe e sanguinante è stato soccorso dalla gente del posto, caricato su un’auto e portato al pronto soccorso dell’ospedale “Santa Maria delle Grazie” in condizioni che non sono ritenute gravi.

Le indagini sono condotte dai carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Pozzuoli che hanno ascoltato i testimoni e, quando le condizioni glielo permetteranno, sentiranno anche la vittima. Sfondo camorristico, l’agguato sarebbe figlio di una vendetta, un regolamento di conti tra le nuove bande criminali che si contendono il controllo del territorio. Questa la pista seguita al momento, che viaggia parallela all’incendio doloso che ha distrutto il negozio di un ex affiliato ai clan locali. La vittima è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Pozzuoli è ora ricoverato non in pericolo di vita.
Indagini in corso.