Dopo poco meno di otto ore di gara è arrivata la prima safety car dell’edizione 2026 della 24 Ore di Le Mans, innescata dall’uscita di pista della Ferrari 296 #54 di Vista AF Corse, che si è insabbiata alla Esses de la Foret, in seguito ad un contatto con la Ford Mustang #88, in quel momento guidata dall’incolpevole Gianmarco Levorato.
Una situazione che ha inevitabilmente cambiato il volto alla classifica, perché tutte le vetture di vertice ne hanno approfittato per rientrare ai box e fare carburante. Al comando delle operazioni ora c’è di nuovo la Toyota #8, che precede la BMW #20 e le due Cadillac con la #12 che si è portata in terza posizione davanti alla #38.
Essendo rientrate tutte ai box per fare il pieno con l’ingresso della safety car, di fatto queste vetture si sono riallineate a livello di strategia, quando invece fino a quel momento le due V-Series.R stavano giocando su una gestione del fuel tank diversa da quella attuata da Toyota e BMW.
Per il momento, è rimasta in pista invece la Ferrari #50, che poco prima della neutralizzazione si è presa anche una reprimenda per un rischio vissuto da Niklas Nielsen durante una fase di doppiaggio, nella quale la sua 499P era stata portata praticamente con tutte e quattro le ruote fuori dalla pista. Con il quinto posto provvisorio, questo è l’equipaggio del Cavallino meglio piazzato al momento.
Nonostante un errore, con un’escursione a Mulsanne avvenuta appena prima della safety car, in vetta alla classe LMP2 c’è sempre la #30 della Duqueine, con alle sue spalle la #343 della Inter Europol. Nel valzer dei pit stop invece in terza piazza si è portata la #26 della Vector Sport, mentre in vetta alla Pro-Am c’è la #14 della TDS Racing.
La classe nella quale la safety car per ora sembra aver cambiato maggiormente gli equilibri è la GT3, perché le due Lexus della Akkodis ASP, che stavano dominando la gara, sono rientrate entrambe, ma anche la Porsche #91 della Manthey DK Engineering ha accusato una foratura della gomma posteriore sinistra. In un certo senso, possiamo dire che nella sfortuna a questo equipaggio è andata tutto sommato bene, perché in bandiera verde lo avrebbe pagato molto di più. In testa si è portata invece l’Aston Martin #27 della Heart of Racing, quella che è scattata dalla pole.
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