Rimini, 13 giugno 2026 – Loris Bianchi rompe il silenzio serbato per alcuni giorni, a seguito della sentenza di assoluzione della Corte d’Assise di Rimini nei confronti di Louis Dassilva, dopo cui il suo nome, insieme con quello della sorella Manuela, sono tornati al centro del dibattito e chiacchiericcio trasversale all’ultimo aggiornamento del caso di Pierina Paganelli, l’anziana uccisa con 29 coltellate in via del Ciclamino il 3 ottobre 2023.
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Omicidio Paganelli: l’uscita dal carcere di Louis Dassilva dopo l’assoluzione (Foto Migliorini)
Loris ‘tirato in ballo’ in alcune piste alternative prospettate dalla difesa di Dassilva
Bianchi è stato tirato in ballo anche in alcune delle piste alternative prospettate dalla difesa di Dassilva ai giudici ed è proprio su questo che si concentra inizialmente Loris: “Prendo atto della decisione della Corte, che ha pronunciato un’assoluzione con formula dubitativa. Ma ritengo doveroso precisare che le ricostruzioni alternative prospettate dagli avvocati di Louis sono prive di qualsiasi fondamento”, sostiene Bianchi, che è assistito dall’avvocato Nunzia Barzan e dal consulente Davide Barzan.
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Loris Bianchi fuori dal tribunale di Rimini (foto Migliorini)
“Io e Manuela vittime di sciacallaggio”
“Le dichiarazioni che ho reso nel corso delle indagini sono sempre state oggetto di riscontri da parte degli investigatori e hanno trovato conferma negli accertamenti svolti”. Relativamente al ritorno dell’attenzione su di lui e Manuela con un cono di nuovi sospetti, Loris replica: “Assistiamo ancora una volta a una campagna di disinformazione e a forme di vero e proprio sciacallaggio, anche attraverso i social network, nei miei confronti e nei confronti di mia sorella. In queste ore vengono diffuse notizie del tutto false, secondo cui le indagini si concentrerebbero su di noi. Si tratta di affermazioni prive di qualsiasi riscontro e che non corrispondono alla realtà dei fatti”.
Il mistero dei 7 passi
Loris Bianchi, nel corso del procedimento contro Louis Dassilva, non solo era stato ascoltato come testimone, ma è stato anche tirato in ballo più volte dagli avvocati dell’imputato suggestionando la mancata esplorazione da parte della procura di Rimini di alcuni aspetti tecnici legati proprio al fratello di Manuela, che la sera dell’omicidio si trovava in casa con la sorella per cena. In particolare, i sospetti gettati su Loris hanno riguardato presunti mancati accertamenti sul suo cellulare per verificare e riscontrare tutto il narrato e la versione dei Bianchi rispetto a quanto fatto in casa mentre Pierina veniva uccisa nel seminterrato. E poi anche accertamenti su sette passi. Sette passi che il cellulare di Loris avrebbe registrato in più durante lo spostamento da via dell’Iris a casa sua a Riccione, alle 23.10, e che nel percorso contrario compiuto l’indomani mattina invece ‘mancano all’appello’.



