di
Piero Di Domenico
Si tratta del più grande evento mai realizzato all’estero sul celebre pittore. Il 28 ottobre un’altra mostra sarà dedicata all’artista bolognese in Corea del Sud.
In attesa di trovare una dimora stabile a Bologna, Giorgio Morandi approda da mercoledì a Shanghai, 25 milioni di abitanti, con la più ampia mostra a lui dedicata all’estero. Mentre il sindaco Matteo Lepore attende per il trasferimento del Museo Morandi a Palazzo Pepoli: «C’è un ricorso giudiziario ma non appena avremo il via libera per partire saremo pronti. Pensiamo che Morandi abbia bisogno di un suo museo e quindi vediamo come finirà l’iter giudiziario. È chiaro che il museo è un progetto per il prossimo mandato, difficilmente lo vedremo realizzato in questo anno che resta. Ma noi non siamo rimasti fermi e la mostra di Shanghai si sviluppa anche grazie all’approfondimento che abbiamo fatto su come vogliamo raccontare Morandi al mondo. La meditazione di Morandi è un esercizio spirituale di cui Bologna ha bisogno da tutti i punti di vista».
L’ultima mostra di Balbi alla guida del Mambo
Lepore non si sbottona invece sulla ventilata soluzione interna per la sostituzione di Lorenzo Balbi alla guida del Mambo. Balbi è al suo ultimo atto bolognese come curatore della mostra in Cina, insieme a Francesco D’Arelli, direttore dell’Istituto italiano di Cultura di Shanghai, prima di trasferirsi alla guida dei Musei civici di Verona: «Ci stiamo confrontando con il nostro Dipartimento Cultura, ci sono varie figure che stanno per andare in pensione e tante altre che valorizzeremo. Entro l’estate prenderemo una decisione».
Nel frattempo 140 opere, disseminate in ben 35 sezioni, quasi la metà da Bologna ma molte anche da collezionisti privati, sono già arrivate a Shanghai. Al Museum of Art Pudong (MAP), progettato in 40mila metri quadri da Jean Nouvel e aperto 5 anni fa sotto la famosa Oriental Pearl Tower, sulla riva sinistra del fiume Haungpu. Illuminato con luce ambientale naturale, come sarebbe piaciuto a Morandi.
Dopo Shangai la Corea del Sud
È la prima tappa del viaggio in Asia di Morandi visto che dopo la conclusione, il 28 ottobre, un’altra mostra sarà dedicata all’artista bolognese in Corea del Sud. Morandi è molto amato in Cina, spiega Tommaso Radaelli di Mondo Mostre, l’altro polo della partnership pubblico-privato che ha partorito l’esposizione: «È famosissimo più di Caravaggio o Botticelli. Nel 2018 una serie tv che è su Netflix, e ha fatto 15 miliardi di visualizzazioni, ha proposto le tonalità morandiane. È nato così un termine cinese, ‘colore Morandi’, che identifica proprio la palette dell’artista. Da quel momento Morandi è diventato una star in Cina».
Balbi anticipa il percorso dell’esposizione: «Abbiamo scelto di lasciare che fosse la sua opera a occupare da sola lo spazio. Da qui nasce il titolo “Solo” Morandi è solo perché basta a sé stesso. Allo stesso tempo richiama l’idea dell’assolo musicale».
La mostra accompagna lungo tutti i temi e le tecniche di Morandi. Dalle nature morte degli anni Venti ai paesaggi sempre più rarefatti degli ultimi decenni, dalle incisioni ai disegni e agli acquerelli, oltre a materiali che consentono di entrare nel suo laboratorio creativo.
Tra questi figurano, per la prima volta fuori da Bologna, il torchio originale utilizzato da Morandi per le sue incisioni, una selezione di opere restaurate appositamente, documenti e oggetti provenienti dal Museo Morandi e da Casa Morandi, materiali d’archivio, le fotografie di Gianni Berengo Gardin dedicate agli studi di Bologna e Grizzana.
Il film di Germano Maccioni
Il percorso comprende inoltre un dialogo inedito con l’opera contemporanea attraverso la presenza di un lavoro di Tacita Dean presentato insieme alla carta originale appartenuta a Morandi, a testimonianza della persistente influenza esercitata dall’artista sulle generazioni successive. Ma ci sarà anche un film realizzato per la mostra dal regista Germano Maccioni per rivelare il legame di Morandi con Bologna, attraverso le strade percorse durante le sue abituali passeggiate tra i portici della città.
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13 giugno 2026
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