
Valeria Golino e Saul Nanni in La Gioia di Nicolangelo Gelormini stasera in prima vione tv e streaming
IL FILM DA VEDERE STASERA IN TV, IN PRIMA SERATA, È UN ANOMALO FILM ITALIANO. Diverso da tutti. Profondamente autoriale anche se tratto da un fatto di cronaca nera che si sarebbe potuto raccontare in tutt’altra, più abituale, maniera. Invece il regista Nicolangelo Gelormini ne fa un’altra storia. Scopritela stasera in tv, vi aprirà gli occhi e la mente su un altro modo di narrare per immagini, luci e ispirazioni.
La gioia, secondo film “intero” del napoletano Nicolangelo Gelormini (è nato nel 1978), è uscito nei cinema a febbraio 2026, dopo il passaggio nella sezione indipendente Giornate degli Autori del Festival di Venezia 2025. Arriva in tv oggi, domenica 14 giugno, alle 21,15 su Sky Cinema Uno, in streaming su NOW e sempre disponibile on demand. È lungo 108 minuti: in poco più di un’ora e mezza vedrete trasformarsi una storia d’amore. In cosa?
Nicolangelo Gelormini prima di La Gioia, ha firmato Fortuna. Prima ancora si è laureato in Architettura (e si vede, per come usa gli spazi costruiti dall’uomo), diplomato al centro Sperimentale di cinematografia e fatto l’assistente per Paolo Sorrentino. Nel film d’esordio del collega, L’uomo in più. L’esordio di Gelormini, al cinema, è stato in Fortuna (2020). Anche qui Valeria Golino (con Pina Turco) e, lontanissimo, un altro fatto di cronaca nera. Gli abusi e l’omicidio di Fortuna Loffredo (2014), al Parco Verde di Caivano (Napoli). L’inferno si fa poesia, scrissero, citando anche David Lynch. Senza togliere nulla all’inferno della realtà. Poi è venuta la premiatissima serie L’arte della gioia. –

Saul Nanni (Il Gattopardo) e Golino
E allora davvero stasera guardate/scoprite La Gioia. La storia del ragazzo sogno e della donna invisibile. Anche qui alla base un caso di cronaca, dicevamo. L’omicidio di Gloria Rosboch (nel film Gioia), insegnante, a Castellamonte (Torino) il 16 gennaio 2016. Insegnante di francese alle medie, viveva coi genitori. Dolce e isolata, fuori da ogni relazione sociale. Se non con Gabriele Defilippi, suo ex allievo. I due, opposti, si ritrovano nel 2012, quando lui aveva vent’anni. Un rapporto ambiguo, tra sogni (la fuga ad Antibes) e truffe (denunciate, da lei). Fu vista viva, l’ultima vola, alle 14,45 del 16 gennaio 2016: disse ai genitori che aveva una riunione a scuola, in realtà andò da lui. Si erano accordati per la restituzione dei soldi che lui le aveva sottratto. La cugina ne denunciò la scomparsa. Si parlò di enigma, fuga, suicidio. Fu Defilippi a tradirsi. E il suo complice rivelò la discarica dove avevano occultato il cadavere. Gabriele Defilippi e il suo complice Roberto Obert sono stati condannati: il primo a 30 anni, il secondo a 18 anni e 9 mesi. Tra la cronaca e il film, c’è l’opera teatrale Se non sporca il mio pavimento di Gioia Salvatori e Giuliano Scarpinato. Gelormini si è ispirato a lei.

Francesco Colella e Saul Nanni
Quella di Gioia (Valeria Golino) è una vita tranquilla, persino monotona, decisamente piatta, divisa tra il lavoro nel liceo dove insegna francese e la routine familliare con i genitori. Comprensibile che la conoscenza di Alessio (Saul Nanni) la scuota. Lui è uno degli alunni della sua scuola, troppo impegnato in una seconda vita nella quale si traveste “da sogno” e vende il proprio corpo a clienti occasionali e in ambigui festini. Quella che era iniziata con delle innocenti ripetizioni ed era stata suggelata da un bacio durante una sorta di visita scolastica, si trasforma in una relazione tossica. L’illusione di un amore che li salvi finisce per allontanarli da tutto e tutti. Con reazioni molto diverse da parte dalla anziana madre di lei (Betti Pedrazzi), sempre più sconvolta dal comportamento della figlia, e dalla meno equilibrata madre di lui (Jasmine Trinca). Cassiera in un supermercato, dipende dalle entrate del figlio. E poi c’è Cosimo (Francesco Colella), suo amico, saltuariamente partner e procacciatore di clienti: lui non ci sta a perderlo.
Gioia e Alessio rappresentano l’uno per l’altra il sogno una vita diversa: ma a che prezzo? Quando lei gli consegna una forte cifra di denaro con la promessa di scappare in Costa Azzurra, qualcosa si incrina. E il sogno si trasforma in incubo.
Quando uscì in sala, il nostro Mattia Pasquini scrisse: “Potrà suonare forte, ma questo di Nicolangelo Gelormini è già un serio candidato italiano agli Oscar 2027. Un film in grado di unire una storia vera, dura, e uno stile capace di renderla unica. Nella forma e nella capacità di incidere sullo spettatore, visivamente ed emotivamente. Perché La gioia è un film che cambia continuamente, come i suoi personaggi. E come loro richiede attenzione, non consente requie. Per il disagio che piano piano si insinua, e cresce. Anche quando l’illusione di un brandello di felicità interrompe il senso di soffocamento, l’impressione che a dolore non possa che succedere dolore. Una sensazione che il regista crea grazie ai virtuosismi dei protagonisti in scena: su tutti una Golino capace di dimostrare “8 o 110 anni” a seconda dell’espressione degli occhi, come ha detto Saul Nanni”.