di
Antonella Gasparini
È successo a San Stino di Livenza, nel Veneziano. Il movente sarebbe legato a gravi dissidi familiari. La donna era sparita da giovedì scorso
Un rimprovero, una lite, poi l’aggressione. Sarebbe questo il contesto in cui ha perso la vita una donna di 53 anni di San Stino di Livenza, Chiara Guerra di professione insegnante, uccisa dal nipote 17enne che l’avrebbe poi gettata lungo il canale Malgher che scorre lungo la città, e anche vicino all’abitazione della vittima, giovedì pomeriggio.
La scomparsa
La denuncia di scomparsa era scattata già quel giorno e fino alla notte tra sabato e domenica i carabinieri della compagnia di Portogruaro con i colleghi del comando di Mestre hanno indagato sulla vicenda fino a risalire all’uccisione della 53enne e a fermare il 17enne, figlio del fratello della donna, per l’omicidio della zia a cui presumibilmente avrebbe tolto la vita con un coltello. La donna, che viveva per conto proprio in un’abitazione separata rispetto a quella del nipote, sempre a San Stino, era nubile e non aveva figli.
La confessione
Il ragazzo nella notte avrebbe confessato il delitto al magistrato Carmelo Barbaro della procura di Pordenone che indaga sul caso. Il pubblico ministero ha poi trasmesso il caso alla Procura dei minori di Trieste. Nelle prime ore di domenica 14 giugno si sta ancora cercando il corpo della vittima che, dopo ore di immersioni da parte dei sommozzatori dei vigili del fuoco con i colleghi del 115 di Portogruaro e Venezia, a partire già da sabato sera, risulta introvabile.
Il corpo trasportato con una carriola
L’omicida avrebbe utilizzato una carriola per trasportare il corpo dalla propria abitazione fino al canale dove se n’è disfatto. È quanto avrebbe riferito il ragazzo nella lunga confessione notturna agli investigatori. Non solo: per raggiungere la zona in cui ha poi lanciato la salma in acqua, il giovane ha attraversato anche una porzione del centro della cittadina di circa 12 mila abitanti dov’è avvenuto il delitto. Il corpo era coperto da un enorme telo che copriva il contenuto della carriola.
La ferita sulla mano del ragazzo
L’accoltellamento della zia C.G. sarebbe avvenuto nel primo pomeriggio di giovedì in una legnaia attigua all’abitazione. I carabinieri della stazione di San Stino di Livenza (Venezia) hanno posto sotto sequestro sia la legnaia – in cui sono state rinvenute vaste chiazze di sangue – sia il resto dell’abitazione. Il giovane ha riferito agli investigatori che l’arma del delitto – probabilmente un lungo coltello da cucina – sarebbe stata gettata nel canale Malgher assieme alla vittima. Il ragazzo si è presentato davanti agli inquirenti con diverse escoriazioni e una mano ferita: ha provato a giustificarsi parlando di un incidente in giardino, ma è risultato fin da subito poco credibile.
Le ricerche del corpo
Il fatto che il corpo della donna sia stato gettato nel canale 72 ore fa non
è la sola ragione che rende poco agevoli e difficoltose le ricerche dei
vigili del fuoco. Il 17enne ha indicato una zona precisa nei pressi di una chiusa ma le correnti potrebbero aver trascinato il cadavere lontano. Il canale Malgher, infatti, pochi chilometri più a valle si innesta in un fiume, il Loncon, che a a propria volta è un immissario di un altro fiume, il Lemene, il quale sfocia nell’Adriatico nella non lontana località turistica di Caorle.
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14 giugno 2026 ( modifica il 14 giugno 2026 | 14:55)
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