Sulla ruota della 24h di Le Mans esce il numero 6 ed è quello che risponde al nome di Toyota Racing, capace di conquistare la sesta affermazione nella classica francese sconfiggendo rivali agguerritissimi.
Il terzo evento stagionale del FIA World Endurance Championship 2026 non è stato di quelli dalle mille emozioni, ma ha regalato spunti interessanti e qualche sorprese, con le LMH giapponesi a sconfiggere la truppa delle temutissime LMDh, in particolare quelle di BMW e Cadillac nella classifica assoluta e della categoria HYPERCAR.
In LMP2 è storica doppietta per Inter Europol Competition, con la PRO/AM che va alla Corwdstrike by APR, in LMGT3 rimontissima della Corvette di TF Sport che ha la meglio di Lexus ed Aston Martin.
Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo
HYPERCAR
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare e la Toyota dimostra per l’ennesima volta che nel taschino ha qualcosa di magico per sopperire alle mancanze ed emergere di prepotenza nelle difficoltà.
Nick De Vries, Kamui Kobayashi e Mike Conway sono stati eroici e coriacei a resistere nella prima parte di una gara d’attesa, per poi portare l’attacco decisivo domenia mattina quando tra ritiri dei rivali e unghie affilate dalle TR010 hanno preso il sopravvento, tagliando il traguardo vittoriosi per una decina di secondi sugli avversari.
I primi di questi sono stati i ragazzi della BMW #20, Frijns/Van Der Linde/Rast, che avevano sognato il successo della Casa bavarese e del Team WRT, ma ritrovandosi anche da soli a combattere contro le Toyota, dato che la #15 ha avuto un incidente con un doppiato e non ha potuto confermare le aspettative della Hyperpole.
Terza la Toyota #8 di Buemi/Hirakawa/Hartley che aveva accarezzato di condurre la doppietta nipponica, salvo poi doversi arrendere calcando comunque il terzo gradino del podio.
Foto di: WEC | Toyota beffa BMW e Cadillac centrando il 6 alla 24h di Le Mans
L’eterna incompiuta pare essere ancora una volta la Cadillac Racing perché la V-Series.R #12 del Team Jota affidata a Stevens/Nato/Delétraz era stata parecchio a combattere per il primato, salvo poi vedersi relegata ad un quarto posto piuttosto amaro, nella medesima situazione dei colleghi di BMW, dato che la gemella #38 di Bourdais/Bamber/Aitken si è ritirata nella serata di sabato e la #101 della Wayne Taylor Racing (Albuquerque/J.Taylor/R.Taylor) ha commesso troppi errori venendo punita con penalità a ripetizione che l’hanno fatta scendere nona.
La Ferrari ha agguantato una Top5 inizialmente insperata, per quello che era il potenziale delle 499P e dei rivali. Bisognava fare tutto bene senza incappare in problemi o errori, ma ciò non è stato possibile e un paio di penalità sono giunte, oltre ad un K.O. che ha estromesso la #50 di Molina/Nielsen/Fuoco domenica mattina, quando il trio era già finito indietro per un guasto all’estintore.
Pur differenziando le strategie, le LMH di Maranello non hanno avuto le armi per combattere per il primato e alla fine è la #51 di Pier Guidi/Calado/Giovinazzi a chiudere in Top5 a quasi 2′ dalla vetta, la #83 di AF Corse condotta da Ye/Hanson/Kubica è settima.
Sono mancate gravemente all’appello le vetture di casa: Alpine è scivolata indietro alla distanza e porta a casa solamente un sesto posto con la A424 #35 di Habsburg/Milesi/Da Costa, la #36 di Gounon/Makowiecki/Martins chiude decima accusando anche qualche problema, mentre oggettivamente impalpabile è stata la gara delle Peugeot, costantemente nelle ultime posizioni e risalite 11a e 12a solamente per problemi altrui.
L’Aston Martin è autrice di una gara come già vista altre volte: le Valkyrie non hanno tenuto il passo per restare con la truppa dei migliori e la #007 di Tincknell/Gamble/Gunn non va oltre l’ottavo posto, la #009 di Riberas/De Angelis/Sorensen rompe un braccio della sospensione alla penultima ora.
L’esordio a Le Mans della Genesis è agrodolce: da un lato c’era la consapevolezza che tutto non potesse filare liscio, non avendo mai provato una 24h, ma entrambe le GMR-001 hanno toccato almeno metà gara o quasi. La #17 di Lotterer/Derani/Jaubert si è fermata nella notte per problemi ad una sospensione, la #19 di Jaminet/Chatin/Juncadella ha stretto i denti nonostante le noie elettroniche conludendo a 9 giri dal leader in 13a posizione.
Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo
LMP2
In Classe LMP2 torna a vincere la Inter Europol Competition, realizzando anche una storica doppietta: prima sul traguardo la Oreca #43 di Dillmann/Yelloly/Smiechowski che ha piazzato la zampata decisiva domenica mattina, imitata dalla #343 di Muller/Garg/De Gérus, approfittando anche del prematuro ritiro della Duqueine #30 che aveva dominato lungamente.
Sul podio salgono anche Masson/Gray/Rousset con la Forestier by Panis #29, mentre nella lotta serratissima che a lungo ha ravvivato la categoria delle Oreca centrano la Top5 Vector Sport #26 (Fittipaldi/Lomko/Cullen) e i giovanissimi della CLX Motorsport #37, Jensen/Closmenil/Aguilera.
Rinicella/Lafargue/Van Uitert portano la Idec Sport #28 sesta nonostante qualche penalità ed errore, seguiti dai vincitori della PRO/AM, ovvero i soliti ottimi portacolori di Crowdstrike-APR #4 che rispondono al trio di Kurtz/Quinn/Heinrich.
Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo
La United Autosports #22 di Lindh/Saucy/Jensen delude un po’ con l’ottavo posto generale, nona e sul podio PRO/AM la AF Corse #183 di Perrodo/Vaxiviere/Barnicoat, che completano la Top10 assieme ai rivali di categoria di AO Racing by TF #99 (Cameron/Hyett/Allen), entrambi capaci di riprendersi dopo qualche contrattempo.
Scese nell’ordine Proton Competition #9 e APR #25 che si erano mostrate competitive in avvio di gara, indietro anche TDS Racing #14, Proton #44 e United #222.
Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo
LMGT3
In Classe LMGT3 è da applausi la rimontissima della Corvette-TF Sport #33 di Catsburg/Keating/Edgar dalle retrovie, capace di prendersi il comando nella notte e non mollarlo più fino al traguardo, nonostante gli assalti dei rivali, cominciando dalle Aston Martin-Heart of Racing.
La Vantage #27 di Mattia Drudi partita in Hyperpole ha rotto il cambio a 3h dalla fine, il che ha consentito alla gemella #23 di Barrichello/Adam/Newell di mitigare le sofferenze del team portandosi a casa la terza piazza.
Le Lexus-ASP ci hanno provato a lungo, arrivando anche ad annullare con le neutralizzazioni il distacco accumulato per penalità: in piazza d’onore c’è la RC F #78 di Hawksworth/Van Rompuy/David, la #87 è quarta, resistendo alla rimontissima finale della Ferrari #21 di AF Corse del solito impareggiabile Alessio Rovera, in Top5 assieme ai colleghi Mann/Heriau in una gara lineare.
La Corvette-TF Sport #34 di Eastwood/Yoluç/Dempsey è sesta, seguita dalla BMW-WRT #32 di Farfus/Leung/Gelael e dalle Ferrari di Agostini/Wadoux/Toledo (#150 AF Corse), Patrese/Marschall/Blattner (#74 Kessel Racing) e Serra/Kimura/Laursen (#57 Kessel Racing) tra i primi 10.
Le Porsche-Manthey sono mancate per via di incidenti (la #91 fuori domenica mattina) e problemi tecnici (la #92 è ripartita per terminare 13a), anche le Mercedes-Iron Lynx si erano ben comportate prima di scendere nell’ordine e alzare bandiera bianca, con la sola AMG #62 griffata QMMF a vedere il traguardo.
Gara non positiva per le Ford-Proton e McLaren-Garage 59, tutte rimaste fuori dai punti e nelle retrovie.
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