di
Emanuele Buzzi
Una dozzina di parlamentari sarebbero d’accordo sulla misura
Incudine e martello: la patrimoniale divide il Movimento. Da un lato ci sono i vertici, guidati da Giuseppe Conte, che fanno muro e provano ad attrarre i consensi del ceto produttivo e moderato. «Quando ero al governo ho iniziato a studiarla poi l’ho buttata via perché era insostenibile», ha detto oggi il presidente M5S in un’intervista a Repubblica. A rintuzzare le parole di Conte, c’è anche l’opinione del suo vice, Stefano Patuanelli, che alla Stampa puntualizza: «La patrimoniale è uno strumento tecnicamente sbagliato, non capisco quale sia il senso politico di lanciarla in un dibattito che diventa subito inevitabilmente aspro».
Tutto risolto? Macché. Nel Movimento da settimane si discute sottotraccia sulla possibilità o meno di una tassa che riguarda i super ricchi. A lanciarla in più di una occasione è l’ex vice di Conte, Chiara Appendino, che negli mesi più volte ha ribadito la necessità di una Millionaire Tax. E ieri l’ex sindaca di Torino ha replicato a Patuanelli: «Surreale non è il fatto di parlarne oggi, ma il non dare seguito agli emendamenti che proprio noi abbiamo presentato nel corso degli anni in favore di una tassa sui multimilionari per rifinanziare il reddito di cittadinanza, la sanità e Transizione 4.0. E trovo surreale, questo sì, ignorare una richiesta che arriva forte e chiara dai nostri territori e dal lavoro che stiamo facendo con Nova. Faccio fatica a capire perché dovrebbe essere un errore perfino discutere di un contributo chiesto a una ristrettissima élite di super Paperoni».
In realtà Appendino non è sola nella sua battaglia. Una pattuglia quasi silente di parlamentari, circa una dozzina, sarebbe favorevole a sostenere la misura. I timori di uno scontro con i vertici, a un anno dalle Politiche, al momento però frena gli ardori. Pubblicamente solo Dario Carotenuto e Antonino Iaria si sono espressi a favore della misura. Quest’ultimo con un post ha spiegato: «Da Nova è emerso con forza un tema che la politica non può più evitare: bisogna discutere seriamente di una maggiore tassazione sui grandi patrimoni, sulle rendite finanziarie elevate, sulle successioni milionarie e sugli extraprofitti». «Il tema è emerso in molti territori: Torino, Piacenza, Vibo Valentia, Estero 2, Salerno, Catanzaro, Bologna, Ferrara, Ragusa, Pesaro, Grosseto, Sassari, Roma Sud e Fermo», ha sottolineato Iaria. Insomma, politicamente il discorso – sostengono i favorevoli alla Millionaire Tax – non riguarda solo le strategie politiche dei vertici M5S, ma coinvolge anche la base.
Appendino oltretutto nel suo post ha ricordato gli emendamenti proposti in passato dagli stellati. C’è chi come Carotenuto aveva proposto di utilizzare fondi derivati da misure analoghe a una patrimoniale per finanziare il reddito di cittadinanza, Quartini per recuperare risorse per il Servizio sanitario nazionale, Fenu per sostenere la Transizione 4.0 targata M5S. La discussione è appena partita, ma rischia già di infiammare gli animi nel Movimento.
14 giugno 2026
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