di
Donatella Tiraboschi

Il rettore: «Fine lavori per il 15 settembre». Impianti per il Cus ma anche per la città

Sembra che il destino del Tennis Loreto sia legato al mese di settembre. Come si legge dal cartellone ancora esposto, il 18 settembre 2023 fu avviato il cantiere con fine lavori prevista per il 16 settembre dell’anno dopo. Data riaggiornata più volte con fine lavori reale, e cioè annunciata ieri dal rettore di UniBg Sergio Cavalieri, per il 15 settembre di quest’anno: «In occasione dell’anno accademico».

Si sono allungati i tempi e con quelli anche i conti e i costi — dagli iniziali 2.118.397 euro a oltre 3 milioni — e si sono pure allungate le dosi di pazienza. Due anni in più rispetto al cronoprogramma, non proprio pochi, imputabili secondo l’Ateneo a un iter amministrativo complesso e alla bonifica del terreno scattata due anni fa, dopo il rinvenimento nel sedime del complesso sportivo di una vecchia cisterna di gasolio (ammalorata e con perdite nel terreno). Cisterna di cui poco o nulla è dato sapere, salvo il fatto che bonificare l’area è costato 300 mila euro. Di chi era e a cosa serviva? Un tempo usava così e tanti scrupoli ambientali la gente non se ne faceva.
«Ce la siamo trovata e abbiamo dovuto far fronte al problema», taglia corto la dg dell’Università, Michela Pilot, che a gennaio aveva mostrato una certa fiducia: «In primavera conto di sentire senz’altro il suono del rimbalzo delle palline». 



















































Adesso, che è già estate, quelle che risuonano sono ancora le voci degli operai al lavoro e dei loro mezzi, mentre stanno completando il montaggio della struttura lamellare che poi verrà ricoperta con una doppia membrana, destinata ad ospitare un poker di discipline: tennis, pallavolo, basket e calcio a cinque. È quasi un peccato che la riapertura del centro sia prevista tra tre mesi (e si perda il bello dell’estate) perché — a parte il cantiere in progress che si chiuderà a fine luglio — tutti gli altri elementi strutturali sono in ordine. Siamo ai dettagli. Sono stati rinnovati i due campi da tennis scoperti e con quelli le reti impiantistiche, le recinzioni e l’illuminazione convertita a tecnologia led. Anche gli edifici di servizio sono stati oggetto di un importante intervento di riqualificazione.
 
Il complesso è stato dotato di reception, locale di primo soccorso e nuovi spazi per gli atleti, mentre un nuovo blocco spogliatoi prefabbricato è a servizio di utenti, giudici di gara e studenti impegnati nelle attività didattiche e sportive. Si potrebbero aprire dopodomani perché qui mancano solo i rubinetti. Particolare attenzione poi è stata dedicata alla sostenibilità ambientale: il centro è collegato alla rete cittadina di teleriscaldamento ed è dotato di impianto fotovoltaico e di sistemi per la raccolta delle acque meteoriche, contribuendo a ridurre consumi energetici ed emissioni. L’infrastruttura è destinata a diventare una nuova sede del Cus Bergamo, il mondo sportivo degli studenti, in particolare di quelli che frequenteranno i corsi di laurea legati alle scienze motorie e alla salute.

Ma sarà anche aperta alla città ed è in quest’ottica di servizio civico-sportivo, sotteso alla concessione trentennale da parte del Comune all’Università, che al sopralluogo erano presenti anche la sindaca Elena Carnevali e l’assessora allo sport Marcella Messina. «Restituiamo alla città un impianto — ha affermato il rettore — destinato a diventare un punto di riferimento per l’attività sportiva del territorio». Territorio che aspetta di rimetterci piede e racchette dalla fine di novembre 2022. Il tempo che è servito a Sinner per passare da giovane promessa a numero uno al mondo.


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13 giugno 2026 ( modifica il 13 giugno 2026 | 07:23)