Una nuova svolta potrebbe portare alla soluzione di uno dei casi irrisolti più noti del Regno Unito. La polizia metropolitana di Londra ha arrestato un uomo di 44 anni nell’ambito delle indagini sul cosiddetto “Putney Pusher”, il jogger che nel 2017 spinse una donna sulla carreggiata del Putney Bridge, facendola finire davanti a un autobus a due piani. Secondo quanto riferito dal Daily Mail, l’uomo fermato sarebbe un banchiere multimilionario residente nella zona ovest di Londra. L’arresto rappresenta un importante sviluppo investigativo in un caso che per anni ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica britannica.
La storia
L’episodio risale alla mattina del 5 maggio 2017. Intorno alle 7.40, una donna di 33 anni stava percorrendo il marciapiede del Putney Bridge quando venne improvvisamente spinta sulla strada da un corridore che le passò accanto. In quel momento stava sopraggiungendo un autobus della linea 430. Le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza, diffuse all’epoca dagli investigatori, mostrarono chiaramente la dinamica dell’accaduto. La donna evitò conseguenze gravissime soltanto grazie alla prontezza di riflessi dell’autista dell’autobus, Olivier Salbris, che riuscì a sterzare all’ultimo istante.
Dopo la spinta, il jogger proseguì la sua corsa. Circa 15 minuti più tardi tornò sul ponte nella direzione opposta, ignorando completamente la vittima che tentava di fermarlo per chiedere spiegazioni. In una nota, la Metropolitan Police ha confermato l’arresto: «Lunedì 15 giugno un uomo di 44 anni è stato arrestato con l’accusa di tentate lesioni personali gravi. È stato condotto in custodia e le indagini sono in corso». La polizia ha precisato che il fermo è collegato all’incidente avvenuto sul Putney Bridge il 5 maggio 2017.
Le indagini e la svolta
Negli anni successivi all’aggressione, gli investigatori avevano interrogato circa 50 persone e arrestato tre sospetti, senza però arrivare a un’incriminazione. Tra questi figurava anche un banchiere d’investimento statunitense che riuscì a dimostrare di trovarsi negli Stati Uniti al momento dei fatti. L’inchiesta era stata successivamente archiviata nel 2018, ma nuove informazioni emerse di recente hanno riaperto il fascicolo e portato all’ultimo arresto.
L’autista Olivier Salbris, che evitò la tragedia, aveva raccontato in passato al Daily Mail di non aver mai dimenticato quanto accaduto. «Ogni volta che attraverso il Putney Bridge osservo con attenzione i pedoni. Sono felice di aver reagito rapidamente quel giorno, altrimenti l’esito sarebbe stato molto diverso. La testa della donna era a pochi centimetri dall’autobus e dalla ruota anche dopo la manovra di emergenza», aveva dichiarato. A quasi un decennio dall’aggressione, gli investigatori sperano ora che il nuovo arresto possa finalmente fare luce su uno dei misteri più discussi della cronaca britannica.
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