di
Guido Tortorelli

Scomparsa improvvisa per la giornalista e volto tv, originaria di Pisticci. Il padre fu eletto nel 1994 alla Camera dei deputati per il Polo del Buon Governo. Nei post di Francesca Barra solo i ricordi dell’uomo e del padre

È affidato a un lungo e commosso messaggio pubblicato sui social il saluto della giornalista, scrittrice e volto televisivo Francesca Barra al padre Francesco Michele, scomparso questa mattina, 15 giugno, all’età di 78 anni a Policoro (Matera). Nato a Castrovillari (Cosenza), commercialista e parlamentare della Repubblica, Barra è stato per decenni una figura conosciuta e stimata della vita professionale e pubblica lucana.

La notizia della sua morte ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio in tutta la Basilicata. Ma è il ricordo della figlia a restituire il ritratto più autentico dell’uomo dietro i ruoli pubblici. «Addio, papà. Te ne sei andato – ha scritto Francesca su Instagram – nel modo in cui un grande uomo lascia la terra: circondato dalle persone che ama e che ti considerano l’uomo più determinante nelle loro esistenze. Tre fratelli uniti dal ricamo tuo e della mamma, otto nipoti, la tua amata immortale, che è la mamma».



















































Un messaggio attraversato dal dolore per una perdita arrivata in modo improvviso: «Sei stato risucchiato in pochi giorni – ha aggiunto – come non avrei mai potuto immaginare, e la velocità di questo addio ci ha ridotto il cuore in brandelli».

Nelle sue parole scorrono immagini intime e familiari, frammenti di una quotidianità fatta di piccoli gesti e ricordi condivisi che oggi assumono il valore di un’eredità affettiva. «Non torneranno i nostri campi di papaveri – ha specificato-, quelli che raccoglievi per me facendomi indovinare il colore. Gallo, gallina o pulcino? Non ci saranno più le nostre scampagnate per fotografare la Basilicata. Non mi prenderai più per mano portandomi a visitare gli stagni e fingendo che fossero le città delle rane, oggi una delle favole preferite di Atena e Greta. Non ci saranno più le tue spremute del mattino, che io non volevo e tu insistevi perché le bevessi. Non ci saranno più i tuoi messaggi d’amore e d’orgoglio per i tuoi nipoti, di cui ormai parlavi continuamente».

Il ritratto che emerge è quello di un uomo capace di lasciare un segno profondo nelle relazioni umane. «Eri così gentile, papà – ha evidenziato -. Talmente gentile che a volte mi chiedevo come ci riuscissi. Da dove venisse quella grazia? Dalla tua Calabria? Da Firenze, che aveva accolto i tuoi studi e la tua militanza politica? Dal mare della Basilicata che avevi scelto come casa? Chi ti aveva insegnato l’arte più rara di tutte: fare sentire le persone amate, ogni giorno, senza risparmio?».

Nel 1994 fu eletto alla Camera dei Deputati nel collegio di Pisticci, nella circoscrizione Basilicata, con la coalizione del Polo del Buon Governo
. La figlia, però, sceglie di non ricordare il politico o il professionista. Al centro del suo racconto c’è il padre, il marito, il nonno. «Niente sarà più come prima – ha proseguito -. Non salterò più nel buio certa di trovare la tua presa ad aspettarmi. Ho conosciuto un uomo capace di migliorare le nostre vite. Ho conosciuto l’ultimo uomo migliore del mondo. E, grazie a Dio, era anche mio padre».

I funerali saranno celebrati mercoledì 17 giugno alle ore 17 nella parrocchia del Buon Pastore di Policoro. Intanto, la famiglia ha ringraziato gli attestati di vicinanza giunti da esponenti delle istituzioni, del mondo professionale e da tanti cittadini che, in queste ore, stanno condividendo il ricordo di una figura che ha attraversato decenni di vita pubblica lucana. «A nome mio e della mia famiglia i più sentiti ringraziamenti – ha concluso la giornalista – per l’affetto e la stima che ci state dimostrando. Queste sono le cose che contano e che restano, sapere che tante persone abbiano riconosciuto il suo valore. Grazie».


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15 giugno 2026