Angelina Mango e Marco Mengoni. Credit: Andrea Bianchera

Angelina Mango e Marco Mengoni. Foto: Andrea Bianchera/Ufficio stampa

CANTARE E BALLARE sempre, senza sosta. Anche quando tutto intorno (o dentro di noi) sembra andare male. Angelina Mango e Marco Mengoni sembrano volerci invitare a questo, con la loro nuova canzone, Canto d’amore, uscita pochi giorni fa.

Angelina Mango e Marco Mengoni collaborano insieme dopo averlo già fatto con Uguale a me, brano contenuto nel primo album in studio della cantautrice di Lagonegro, Poké melodrama, uscito a maggio 2024. Se quella era una ballad d’autore nella quale i due artisti portavano ognuno la propria intimità, con Canto d’amore i due colleghi si aprono al mondo. Infatti, il brano – pur riuscendo a dare spazio alle loro voci, così uniche e riconoscibili – ha una vocazione collettiva.

Non è un caso che al centro della canzone – scritto dalla stessa Angelina Mango con Marco Mengoni e Jacopo Ettorre, composta da Jacopo Ettorre e Nicola Lazzarin, e prodotta da Cripo e Giovanni Pallotti – ci sia un coro. Questo trasforma il dialogo tra i due artisti in qualcosa di più di un semplice botta e risposta. Se si fa attenzione al testo del brano, tra l’altro, si può notare l’invito a essere realmente umani, scappando dall’invito angosciante di questi tempi a essere sempre perfetti, performanti, impeccabili. Con Canto d’amore, i due artisti ci invitano a sentirci a nostro agio, così come siamo. E a ballare, su questa imperfezione. Come un atto di resistenza. Come appare nel videoclip, delizioso, diretto da Simone Peluso, tra gesti meccanici e gesti liberi, nello spazio asettico ma anche suggestivo di un convitto.

Va detto: in un momento storico in cui la discografia dà spazio a molta spazzatura (a canzoni, cioè, tutte uguali a se stesse, capaci di essere totalmente irrilevanti perché fatte con lo stampino), il Canto d’amore di Angelina Mango e Marco Mengoni rappresenta qualcosa di inedito. Una bella sorpresa. Non solo perché va a pescare in un mondo sonoro specifico, fatto di influenze folk mediterranee. Ma anche perché questo richiamo ai canti popolari non è qualcosa di forzato. È qualcosa che i due artisti hanno più volte raccontato, nelle loro canzoni, ognuno a modo proprio.

Così, da un lato riconosciamo l’amore di Marco Mengoni per la riscoperta delle proprie radici musicali (lo stesso che abbiamo visto nel suo progetto Materia, in cui si è espresso in maniera inedita). Dall’altro, troviamo tutto il mondo a cui ha attinto Angelina Mango fin dall’inizio della sua carriera, tra influenze urban e R&B e radici mediterranee (vedi La noia, ma non solo).

La copertina del singolo Canto d'amore di Angelina Mango e Marco Mengoni. Credit: Ufficio stampa

La copertina del singolo Canto d’amore di Angelina Mango e Marco Mengoni. Credit: Ufficio stampa

Per il loro Canto d’amore, i due artisti hanno condiviso questo linguaggio comune, e il risultato è quindi qualcosa di naturale. Ma allo stesso tempo di profondamente unico.

Questa canzone (uscita per Latarma Records e distribuita da ADA/Warner Music Italy) ha tutte le caratteristiche per essere considerata il vero anti-tormentone dell’estate 2026, visto che rispecchia alcuni canoni del cosiddetto tormentone (prima di tutto la sua capacità di rimanere in testa facilmente), ma allo stesso tempo se ne distacca completamente, rifiutando cliché e stilemi ormai noiosissimi. Angelina Mango e Marco Mengoni portano colore e movimento in questa estate che finora non ha regalato grandi hit.